Minuscolo serbatoio nell'occhio offre farmaco senza siringhe: l'innovazione arriva da Napoli. L'intervento innovativo, eseguito per la prima volta in Campania, è stato effettuato su una paziente donna con maculopatia legata all'età, che necessitava di frequenti iniezioni per gestire la malattia. Lo riporta Il Mattino.
Il Centro dell’Azienda Ospedaliera dei Colli si conferma tra i più importanti d’Italia, offrendo ai pazienti le più avanzate opzioni terapeutiche disponibili. La paziente, di età intorno ai 70 anni, è stata selezionata nell’ambito di uno studio clinico multicentrico internazionale di fase III.
Questo risultato, secondo la direttrice generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino, dimostra la capacità del personale di offrire ai pazienti innovazione, competenze e terapie all’avanguardia. Tale intervento rafforza il ruolo dell’Azienda dei Colli come centro di riferimento per cure ad alta specializzazione, dove la ricerca clinica si traduce in nuove opportunità per i cittadini.
Per Rosa (nome fittizio della paziente) e per chi in futuro potrebbe beneficiare di questa tecnologia, l’intervento rappresenta un passaggio dalla necessità di terapie ricorrenti e invasive a una gestione della malattia più stabile e programmata. Nelle patologie della retina come la degenerazione maculare umida, molti pazienti devono affrontare iniezioni intravitreali frequenti, a volte persino mensili.
Il Port Delivery System è stato ideato per ridurre questo onere: è un impianto ricaricabile che rilascia il farmaco in modo continuo e può necessitare di ricariche a intervalli molto più ampi, arrivando fino a 24 settimane.
Minuscolo serbatoio nell'occhio offre farmaco senza siringhe: l'innovazione arriva da Napoli
Il direttore Francesco Calabrò, del reparto di Oculistica dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, insieme al suo team composto dagli infermieri Angela Cennamo e Francesco Spera, dall’ortottista Gaetano Fioretto e dalla dottoressa Flavia Chiosi,ha eseguito un intervento innovativo su una paziente con maculopatia legata all'età, che necessitava di frequenti iniezioni per gestire la malattia. Sono riusciti a migliorare significativamente la qualità della vita della paziente grazie all'impianto di un dispositivo innovativo, il Port Delivery System (PDS). Secondo il dottor Calabrò, si tratta di un piccolo serbatoio chirurgicamente inserito nella parete dell’occhio, che rilascia continuamente un farmaco anti-VEGF utilizzato per trattare patologie come la degenerazione maculare senile neovascolare, comunemente nota come maculopatia umida.Il Centro dell’Azienda Ospedaliera dei Colli si conferma tra i più importanti d’Italia, offrendo ai pazienti le più avanzate opzioni terapeutiche disponibili. La paziente, di età intorno ai 70 anni, è stata selezionata nell’ambito di uno studio clinico multicentrico internazionale di fase III.
Questo risultato, secondo la direttrice generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino, dimostra la capacità del personale di offrire ai pazienti innovazione, competenze e terapie all’avanguardia. Tale intervento rafforza il ruolo dell’Azienda dei Colli come centro di riferimento per cure ad alta specializzazione, dove la ricerca clinica si traduce in nuove opportunità per i cittadini.
Per Rosa (nome fittizio della paziente) e per chi in futuro potrebbe beneficiare di questa tecnologia, l’intervento rappresenta un passaggio dalla necessità di terapie ricorrenti e invasive a una gestione della malattia più stabile e programmata. Nelle patologie della retina come la degenerazione maculare umida, molti pazienti devono affrontare iniezioni intravitreali frequenti, a volte persino mensili.
Il Port Delivery System è stato ideato per ridurre questo onere: è un impianto ricaricabile che rilascia il farmaco in modo continuo e può necessitare di ricariche a intervalli molto più ampi, arrivando fino a 24 settimane.

