“A Lampedusa ho preteso che si facessero i tamponi a tutti”, ad affermarlo la ministra dell’Interno Lamorgese, intervistata dal direttore di Avvenire Marco Traquinio sull’emergenza sbarchi a Lampedusa.
Emergenza sbarchi, Lamorgese: "A Lampedusa ho preteso tamponi a tutti"
"Io ho preteso che a Lampedusa si facessero i tamponi a tutti. All'inizio ai migranti si faceva il sierologico ma poi capitava che magari chi era negativo casomai diventava positivo col tampone. Adesso stiamo facendo i tamponi a tutti". La ministra dell'Interno
Luciana Lamorgese intervenendo a Caffeina Festival, ha assicurato di aver preso tutte le
contromisure per gestire l'emergenza sbarchi sulla maggiore delle
Pelagie.
Continua
"Abbiamo cercato di organizzare tutto per evitare che ci siano contagi e cercare di isolare coloro che sono positivi tenendo presente che le collettività non li accettano. E il Covid rende ancora più complicate le cose, anche per i migranti e per il fatto che noi li teniamo in quarantena", ha detto ancora intervenendo sul tema dei migranti, intervistata da Marco Tarquinio, direttore di Avvenire.
Aggiunge
"
Circa 14mila migranti sono arrivati dall'inizio dell'anno. Il numero che ha fatto alzare l'asticella è quello che deriva dal mese di luglio, quando c'e' stata una fortissima crisi politica ed economica in Tunisia e persone che non avrebbero mai pensato di abbandonare il proprio Paese e si sono avventurate verso le nostre coste", ha aggiunto la ministra.
L'appello ai giovani
La titolare del
Viminale ha poi parlato del rischio
seconda ondata in
autunno, e ha lanciato un
appello:
"Ai giovani bisogna dire che dobbiamo stare attenti perché la responsabilità che finora ha contraddistinto i nostri comportamenti deve proseguire. Dobbiamo comportarci allo stesso modo anche adesso e non possiamo pensare che siamo in una fase in cui possiamo non mantenere il distanziamento e la mascherina.
Stiamo uscendo dalla fase più dura dei contagi, ma quando poi vedo che la curva ricomincia a salire dico ‘stiamo attenti', perché dobbiamo essere pronti ad affrontare l'autunno. Dobbiamo essere responsabili nei nostri comportamenti anche quando si è fuori al mare a divertirsi: pensare che si possa fare a meno di determinate precauzioni è sbagliato".
La difesa sul lockdown
Lamorgese ha poi difeso la
scelta del
lockdown nazionale:
"È facile parlare con il senno di poi" ma "bisognava trovarsi con i segnali di un'epidemia che stava avanzando. Ricordo che dopo mi chiamò il ministro dell'Interno tedesco e mi chiese le misure prese, concluse la telefonata dicendo ‘faremo allora anche noi come voi".
Il sito del Ministero della Salute