Cronaca

Salerno, metal detector impiegati nelle vie cittadine: presto verifiche anche davanti alle scuole

Alessia Benincasa
Salerno, metal detector impiegati nelle vie cittadine: presto verifiche anche davanti alle scuole
Il metal detector arriva sui marciapiedi della città e si prepara a essere utilizzato anche in un contesto ancora più delicato: quello delle scuole: a Salerno sono scattate le prime attività della Polizia Municipale. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.

Salerno, metal detector impiegati nelle vie cittadine: presto verifiche anche davanti alle scuole

Il metal detector arriva sui marciapiedi della città e si prepara a essere utilizzato anche in un contesto ancora più delicato: quello delle scuole. A Salerno sono scattate le prime attività della Polizia municipale nell'ambito dei controlli destinati a contrastare parcheggiatori abusivi, commercio illecito e situazioni ritenute potenzialmente pericolose nelle zone maggiormente frequentate.

Per la prima volta gli agenti hanno impiegato sul Lungomare e in piazza Vittorio Veneto anche un apparecchio portatile destinato all'individuazione di oggetti metallici. Il prossimo passaggio, però, è già previsto nei prossimi giorni: il medesimo strumento potrà infatti essere utilizzato, all'interno dei servizi per la sicurezza organizzati dalla Prefettura, nelle immediate vicinanze degli ingressi degli istituti scolastici.

La decisione si colloca all'interno di un'attenzione sempre maggiore, a livello nazionale, verso la sicurezza negli ambienti scolastici. Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha più volte sottolineato l'importanza di rafforzare il coordinamento tra scuole, prefetture e forze dell'ordine, consentendo alle singole realtà territoriali di adottare le misure più adeguate rispetto alle criticità presenti.

Nel capoluogo salernitano questo orientamento ha iniziato a concretizzarsi attraverso l'attività della Prefettura guidata da Francesco Esposito, che ha già definito insieme all'Ufficio scolastico regionale un'impostazione basata sulla prevenzione, sull'individuazione tempestiva dei segnali di disagio e sulla collaborazione tra istituzioni scolastiche, servizi e forze di polizia. Nel frattempo il comandante della Polizia locale, Rosario Battipaglia, conferma al Mattino che il dispositivo «è ormai parte della dotazione operativa del Corpo».

L'approccio

«Le prime attività hanno riguardato i servizi effettuati sul territorio, compresi quelli sul lungomare e nelle zone maggiormente interessate dal commercio abusivo e da presenze irregolari», sottolinea il comandante della polizia locale.

Adesso l'attenzione si concentra sugli istituti scolastici, dove potranno essere effettuate verifiche "a campione" con l'obiettivo di aumentare il livello di sicurezza e garantire protezione a studenti e personale scolastico. L'intento non è creare scuole blindate, bensì rafforzare la vigilanza nelle aree di accesso e negli spazi maggiormente frequentati dagli alunni.

La finalità è individuare preventivamente coltelli, strumenti potenzialmente pericolosi oppure circostanze sospette, evitando che possano sfociare in episodi di aggressione. Il tema della sicurezza scolastica è tornato con forza al centro dell'attenzione dopo i recenti episodi di violenza nei confronti degli insegnanti.

Emiliano Barbuto, coordinatore dei presidi Uil Scuola e dirigente del "Galileo Galilei" di Salerno, evidenzia che «l'impiego delle forze dell'ordine può rappresentare un significativo deterrente, in particolare nelle realtà maggiormente vulnerabili. Tuttavia, ai controlli deve essere affiancata un'attività educativa costante: sicurezza e prevenzione devono necessariamente viaggiare insieme. La circolare del ministro Valditara attribuisce grande importanza proprio alla prevenzione e alla dimensione educativa».

Anche Maria Alfano, presidente provinciale di Dirigenti Scuola e dirigente del liceo "De Filippis-Galdi" di Cava de' Tirreni, pone l'accento sull'importanza di intervenire prima che le situazioni degenerino: «Non dobbiamo considerare normale la violenza nei confronti di chi svolge il proprio lavoro nell'insegnamento. Ogni iniziativa capace di aumentare la protezione delle comunità scolastiche deve essere inserita in un progetto più ampio, fondato sulla cooperazione tra istituzioni e sulla capacità di riconoscere le situazioni di fragilità».

Dello stesso avviso Anna Laura Giannantonio, dirigente del liceo "Da Procida": «Aggredire un docente vuol dire colpire l'intera realtà educativa. Non è sufficiente intervenire quando il fatto è già accaduto: occorre muoversi in anticipo, individuare i segnali di difficoltà e garantire sicurezza agli istituti senza comprometterne la natura e la funzione».

I controlli attraverso il metal detector prendono quindi il via dalle strade, tra contrasto all'abusivismo e attività di vigilanza del territorio, ma la verifica più importante sarà quella che si svolgerà davanti agli istituti scolastici. Salerno si avvia così a sperimentare un modello che punta a conciliare rigore e prevenzione, ricorrendo a controlli mirati quando necessario senza trasformare le scuole in strutture fortificate.
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