Un improvviso evento cardiaco durante una vacanza in Liguria ha messo in pericolo la vita di una 19enne di Monterrey, protagonista di un lungo percorso sanitario attraverso diversi ospedali italiani, concluso con un delicatissimo intervento salvavita.
Dopo essere stata soccorsa e ricoverata all'ospedale di La Spezia, dove i sanitari hanno utilizzato l'Ecmo, un dispositivo di supporto alla circolazione e all'ossigenazione del sangue, Regina è stata trasferita nel capoluogo piemontese. Qui l'équipe medica ha fatto ricorso anche a una sofisticata pompa microassiale, indispensabile per sostenere le funzioni cardiache fino alla disponibilità di un organo compatibile.
Dopo il primo ricovero presso la struttura sanitaria spezzina, Regina è stata condotta al San Martino di Genova. Gli accertamenti hanno evidenziato uno shock cardiogeno provocato da un infarto devastante, a sua volta determinato da una malformazione congenita riguardante il percorso delle arterie coronarie. Le conseguenze sul cuore erano ormai permanenti e non reversibili.
L'operazione ha richiesto circa otto ore ed è stata condotta dal professor Mauro Rinaldi, con la collaborazione delle équipe guidate dai professori Massimo Boffini e Antonino Loforte e dell'anestesista Alberto Orsello. Una volta completato il trapianto, il nuovo cuore ha ripreso immediatamente la propria attività all'interno del torace della giovane.
Trascorso un mese dall'intervento, la 19enne si appresta ora a rientrare in Messico, dopo aver superato una delle esperienze mediche più difficili della sua vita. «Il valore della donazione e l'altissimo livello dei nostri professionisti hanno reso possibile il salvataggio di una giovane paziente messicana, proprio quando le sue condizioni sembravano ormai irrimediabilmente compromesse», ha commentato Livio Tranchida, direttore generale della Cdss.
Dal Messico a Torino per salvarsi: il trapianto di cuore che ha dato una seconda possibilità alla 19enne Regina
Regina, 19 anni, studentessa originaria del Messico, è riuscita a sopravvivere grazie a un trapianto cardiaco effettuato d'urgenza all'ospedale Molinette di Torino. La giovane si trovava in Italia per motivi di studio quando, durante una giornata trascorsa alle Cinque Terre, è stata colpita improvvisamente da un infarto.Dopo essere stata soccorsa e ricoverata all'ospedale di La Spezia, dove i sanitari hanno utilizzato l'Ecmo, un dispositivo di supporto alla circolazione e all'ossigenazione del sangue, Regina è stata trasferita nel capoluogo piemontese. Qui l'équipe medica ha fatto ricorso anche a una sofisticata pompa microassiale, indispensabile per sostenere le funzioni cardiache fino alla disponibilità di un organo compatibile.
L'infarto e l'origine del problema
La ragazza era iscritta al primo anno di Medicina a Monterrey e aveva deciso di trascorrere temporaneamente un periodo di studio in Francia attraverso il programma Erasmus. Alla fine di luglio, mentre si trovava in Liguria, ha accusato i primi disturbi. Nonostante le condizioni già estremamente critiche, è riuscita con le forze rimaste a raggiungere la riva, rendendosi conto che qualcosa di molto grave stava accadendo.Dopo il primo ricovero presso la struttura sanitaria spezzina, Regina è stata condotta al San Martino di Genova. Gli accertamenti hanno evidenziato uno shock cardiogeno provocato da un infarto devastante, a sua volta determinato da una malformazione congenita riguardante il percorso delle arterie coronarie. Le conseguenze sul cuore erano ormai permanenti e non reversibili.
L'arrivo alle Molinette e l'intervento
Trasferita nella Terapia Intensiva di Cardiochirurgia delle Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, diretta dalla dottoressa Anna Trompeo, la giovane è stata inserita senza esitazioni nel percorso di emergenza per il trapianto. Dopo circa quindici giorni è arrivata la comunicazione decisiva: in Calabria era stato individuato un cuore compatibile con le caratteristiche della paziente.L'operazione ha richiesto circa otto ore ed è stata condotta dal professor Mauro Rinaldi, con la collaborazione delle équipe guidate dai professori Massimo Boffini e Antonino Loforte e dell'anestesista Alberto Orsello. Una volta completato il trapianto, il nuovo cuore ha ripreso immediatamente la propria attività all'interno del torace della giovane.
Il recupero e il ritorno a casa
Il periodo successivo all'operazione si è sviluppato senza particolari problemi e non sono state registrate complicazioni. A distanza di appena tre settimane dal trapianto, Regina ha potuto lasciare il reparto di Cardiochirurgia.Trascorso un mese dall'intervento, la 19enne si appresta ora a rientrare in Messico, dopo aver superato una delle esperienze mediche più difficili della sua vita. «Il valore della donazione e l'altissimo livello dei nostri professionisti hanno reso possibile il salvataggio di una giovane paziente messicana, proprio quando le sue condizioni sembravano ormai irrimediabilmente compromesse», ha commentato Livio Tranchida, direttore generale della Cdss.

