Imprenditori di Mercato San Severino taglieggiati da tre clan di camorra: in 15 vanno a processo con rito immediato ottenuto dalla procura Antimafia. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Tra questi il clan Genovese, operante nella Valle dell'Irno, il clan D'Alessandro, attivo a Castellammare di Stabia, e il Nuovo Clan Partenio ad Avellino e provincia. Le accuse vanno dall'usura alla tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso. Gli episodi ricostruiti sono compresi tra il 2023 e l'estate scorsa.
Il primo segmento dell'inchiesta ruota attorno a prestiti per circa 95mila euro, concessi con tassi d'interesse mensili fino al 12%. Gli imprenditori, vittime del debito, avrebbero pagato interessi per oltre 30mila euro dietro minacce esplicite. In un episodio documentato dagli inquirenti, uno degli imputati avrebbe anche schiaffeggiato una delle vittime imponendogli il pagamento di altri 40mila euro. Le minacce avrebbero costretto le due vittime a cedere sempre a nuove richieste. L'inchiesta è partita da un 47enne di Fisciano il quale, a fine 2023 e metà 2024, avrebbe concesso prestiti per un totale din 95mila euro esigendo tassi usurari che arrivavano fino al 12% mensile e ottenendo interessi circa 77.550 euro in pochi mesi.
Con il tempo, il credito diventà terreno di contesa per vari clan della zona. Gli stabieri per esempio organizzarono una spedizione intimidatoria a Fisciano per indurre i due professionisti a pagare 10mila euro come prima tranche di un debito residuo. Poi intervenne il gruppo irpino che rivendicò la competenza criminale. I due imprenditori furono anche costretti ad assumere fittiziamente due degli imputati, a garanzia della restituzione del denaro ma anche per nascondere la natura illecita dei pagamenti, corrisposti come stipendio. Il secondo segmento riguarda altri due imprenditori di Mercato San Severino, minacciati di morte per il pagamento mai avvenuto di una tangente di 20mila euro. In quel caso, i due furono avvicinati da esplonenti del clan di Castellammare e del gruppo dell'Irno. La prima udienza è fissata per maggio.
Imprenditori taglieggiati da tre clan: in 15 vanno a processo con rito immediato
Imprenditori taglieggiati da tre clan di camorra: in 15 finiscono a processo con il rito immediato ottenuto dalla procura Antimafia. Sullo sfondo c'è l'indagine della DDA di Salerno che lo scorso ottobre portò a 16 arresti tra carcere e domiciliari nei riguardi di una serie di persone ritenute associate a tre clan campani.Tra questi il clan Genovese, operante nella Valle dell'Irno, il clan D'Alessandro, attivo a Castellammare di Stabia, e il Nuovo Clan Partenio ad Avellino e provincia. Le accuse vanno dall'usura alla tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso. Gli episodi ricostruiti sono compresi tra il 2023 e l'estate scorsa.
Il primo segmento dell'inchiesta ruota attorno a prestiti per circa 95mila euro, concessi con tassi d'interesse mensili fino al 12%. Gli imprenditori, vittime del debito, avrebbero pagato interessi per oltre 30mila euro dietro minacce esplicite. In un episodio documentato dagli inquirenti, uno degli imputati avrebbe anche schiaffeggiato una delle vittime imponendogli il pagamento di altri 40mila euro. Le minacce avrebbero costretto le due vittime a cedere sempre a nuove richieste. L'inchiesta è partita da un 47enne di Fisciano il quale, a fine 2023 e metà 2024, avrebbe concesso prestiti per un totale din 95mila euro esigendo tassi usurari che arrivavano fino al 12% mensile e ottenendo interessi circa 77.550 euro in pochi mesi.
Con il tempo, il credito diventà terreno di contesa per vari clan della zona. Gli stabieri per esempio organizzarono una spedizione intimidatoria a Fisciano per indurre i due professionisti a pagare 10mila euro come prima tranche di un debito residuo. Poi intervenne il gruppo irpino che rivendicò la competenza criminale. I due imprenditori furono anche costretti ad assumere fittiziamente due degli imputati, a garanzia della restituzione del denaro ma anche per nascondere la natura illecita dei pagamenti, corrisposti come stipendio. Il secondo segmento riguarda altri due imprenditori di Mercato San Severino, minacciati di morte per il pagamento mai avvenuto di una tangente di 20mila euro. In quel caso, i due furono avvicinati da esplonenti del clan di Castellammare e del gruppo dell'Irno. La prima udienza è fissata per maggio.

