Operazione della Guardia di Finanza di Vallo della Lucania che ha portato alla sospensione di due medici accusati di gravi irregolarità nella gestione dell’attività sanitaria. Su disposizione della Procura e con ordinanza del Gip, è stata applicata la misura interdittiva che vieta ai due professionisti di esercitare per un anno qualsiasi attività sanitaria, sia in ambito pubblico che privato.
Le accuse: truffa e falsità in atti pubblici
Secondo quanto emerso dalle indagini, i due medici sarebbero coinvolti in un sistema illecito basato su:
- falsificazione di documentazione sanitaria
- interventi chirurgici dichiarati ma mai eseguiti
- attività professionale incompatibile con il regime di esclusività
Condotte che configurano i reati di truffa e falso in atti pubblici.
Uno dei medici, pur essendo dipendente esclusivo di una struttura pubblica, avrebbe svolto attività chirurgica presso una clinica privata convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale.
Una violazione che gli avrebbe consentito di percepire indebitamente anche un’indennità mensile prevista proprio per chi rinuncia a incarichi esterni. Per questo è stato disposto anche il sequestro di circa 36.500 euro.
Interventi mai eseguiti e cartelle falsificate
Le indagini hanno inoltre evidenziato un episodio in cui il medico avrebbe modificato una scheda clinica, attestando un intervento chirurgico mai effettuato. Il secondo medico, invece, avrebbe collaborato alla falsificazione delle cartelle cliniche, omettendo di indicare la presenza del collega durante gli interventi.
Nel corso dell’inchiesta è emersa anche la posizione di un terzo professionista, per il quale è stato disposto il sequestro di circa 16 mila euro. Anche in questo caso, l’accusa riguarda l’attività svolta in una struttura privata nonostante un vincolo di esclusività con una struttura pubblica di un’altra regione.
Indagini tra il 2023 e il 2025
I fatti contestati si sarebbero verificati in un arco temporale compreso tra gennaio 2023 e marzo 2025. Le indagini proseguono per accertare ulteriori responsabilità.
L’operazione conferma l’attenzione delle autorità su possibili abusi nel settore sanitario, con l’obiettivo di garantire trasparenza e corretto utilizzo delle risorse pubbliche.

