È passato quasi un anno dal tragico incidente stradale costato la vita a Massimo Nonato, 21 anni appena, morto nel marzo dell'anno scorso a San Pietro al Tanagro. Il ragazzo era alla guida della sua Lancia Ypsilon quando perse il controllo del veicolo andandosi poi a schiantare contro un muretto.
L’impatto fu molto violento e si rivelò fatale per il 21enne che morì sul colpo. In occasione dell’anniversario, lunedì 9 marzo alle ore 17 sarà celebrata una messa in suffragio nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Sant’Arsenio.
"Presso il Tribunale di Lagonegro, il procedimento relativo alla tragedia risulta ancora aperto. Dodici mesi dopo i fatti, le indagini non sono state chiuse e, soprattutto, a me non è ancora consentito di accedere agli atti per conoscere lo stato reale dell’inchiesta." spiega la madre del giovane.
"Non si tratta di una richiesta straordinaria, non chiedo trattamenti privilegiati né scorciatoie giudiziarie. CHIEDO E PRETENDO trasparenza, tempi certi, rispetto dei diritti riconosciuti alla parte offesa. Chiedo di sapere a che punto sia la ricerca della verità." aggiunge.
La donna, Benedetta Sottile, spiega che "il protrarsi delle indagini senza comunicazioni chiare genera inevitabilmente un senso di smarrimento e sfiducia. Per chi ha perso un figlio, ogni giorno è già un peso enorme. L’assenza di risposte istituzionali aggiunge dolore al dolore, lasciandomi sospesa tra lutto e incertezza."
L’impatto fu molto violento e si rivelò fatale per il 21enne che morì sul colpo. In occasione dell’anniversario, lunedì 9 marzo alle ore 17 sarà celebrata una messa in suffragio nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Sant’Arsenio.
Massimo Nonato morto a soli 21 anni in un incidente: l'appello della madre un anno dopo la tragedia
Proseguono le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Lagonegro, per ricostruire con esattezza la dinamica dell'incidente e per accertare eventuali responsabilità. Per la madre del giovane e per tutti i familiari l’attesa di risposte è un ulteriore calvario."Presso il Tribunale di Lagonegro, il procedimento relativo alla tragedia risulta ancora aperto. Dodici mesi dopo i fatti, le indagini non sono state chiuse e, soprattutto, a me non è ancora consentito di accedere agli atti per conoscere lo stato reale dell’inchiesta." spiega la madre del giovane.
"Non si tratta di una richiesta straordinaria, non chiedo trattamenti privilegiati né scorciatoie giudiziarie. CHIEDO E PRETENDO trasparenza, tempi certi, rispetto dei diritti riconosciuti alla parte offesa. Chiedo di sapere a che punto sia la ricerca della verità." aggiunge.
La donna, Benedetta Sottile, spiega che "il protrarsi delle indagini senza comunicazioni chiare genera inevitabilmente un senso di smarrimento e sfiducia. Per chi ha perso un figlio, ogni giorno è già un peso enorme. L’assenza di risposte istituzionali aggiunge dolore al dolore, lasciandomi sospesa tra lutto e incertezza."

