Le violente mareggiate che nelle ultime settimane hanno colpito il litorale cilentano hanno riaperto il dossier sull’erosione costiera, una criticità che da anni interessa l’area compresa tra Casal Velino, Ascea e Sapri. Le ondate hanno invaso tratti di viabilità costiera, determinando la chiusura temporanea di alcune arterie e causando danni agli stabilimenti balneari e alle infrastrutture a ridosso della battigia.
Al centro del dibattito non vi è soltanto l’intensità degli eventi meteo-marini, ma anche l’efficacia degli interventi realizzati negli ultimi anni. In passato sono stati annunciati programmi di difesa costiera finanziati con risorse pubbliche rilevanti, destinati alla realizzazione di barriere frangiflutti e opere di ripascimento. Tuttavia, secondo le segnalazioni provenienti dal territorio, i risultati conseguiti non sarebbero proporzionati agli investimenti effettuati.
Sulla vicenda è intervenuto il Codacons Cilento, che ha chiesto un’analisi puntuale sull’utilizzo dei fondi destinati alla salvaguardia del litorale. L’avvocato Bartolomeo Lanzara ha sollecitato un chiarimento pubblico in merito ai circa 13 milioni di euro impiegati nel Golfo di Velia negli ultimi anni, interrogandosi sull’effettiva incidenza delle opere realizzate rispetto alla progressione dell’erosione.
L’associazione dei consumatori chiede di accertare eventuali responsabilità tecniche e amministrative e di verificare se le strategie adottate siano state adeguate alla complessità geomorfologica dell’area. Tra i punti sollevati figurano la necessità di un piano organico di difesa costiera, la valutazione dell’impatto delle opere esistenti e la programmazione di interventi strutturali capaci di garantire una protezione duratura.
La questione assume una dimensione economica rilevante, considerati i riflessi sul comparto turistico e sulle attività commerciali connesse. Operatori e residenti chiedono un cambio di passo nella gestione della problematica, con maggiore trasparenza nella rendicontazione delle risorse e un coordinamento istituzionale più incisivo.
Mareggiate e costa in ginocchio nel Cilento: il Codacons chiede chiarezza
Il fenomeno, ormai ricorrente, evidenzia la vulnerabilità strutturale di un territorio che fonda una parte significativa della propria economia sul turismo balneare. In diversi punti del cosiddetto Golfo di Velia si registrano arretramenti della linea di costa, con porzioni di arenile ridotte e opere di protezione che non avrebbero garantito la tenuta prevista in fase progettuale.Al centro del dibattito non vi è soltanto l’intensità degli eventi meteo-marini, ma anche l’efficacia degli interventi realizzati negli ultimi anni. In passato sono stati annunciati programmi di difesa costiera finanziati con risorse pubbliche rilevanti, destinati alla realizzazione di barriere frangiflutti e opere di ripascimento. Tuttavia, secondo le segnalazioni provenienti dal territorio, i risultati conseguiti non sarebbero proporzionati agli investimenti effettuati.
Sulla vicenda è intervenuto il Codacons Cilento, che ha chiesto un’analisi puntuale sull’utilizzo dei fondi destinati alla salvaguardia del litorale. L’avvocato Bartolomeo Lanzara ha sollecitato un chiarimento pubblico in merito ai circa 13 milioni di euro impiegati nel Golfo di Velia negli ultimi anni, interrogandosi sull’effettiva incidenza delle opere realizzate rispetto alla progressione dell’erosione.
L’associazione dei consumatori chiede di accertare eventuali responsabilità tecniche e amministrative e di verificare se le strategie adottate siano state adeguate alla complessità geomorfologica dell’area. Tra i punti sollevati figurano la necessità di un piano organico di difesa costiera, la valutazione dell’impatto delle opere esistenti e la programmazione di interventi strutturali capaci di garantire una protezione duratura.
La questione assume una dimensione economica rilevante, considerati i riflessi sul comparto turistico e sulle attività commerciali connesse. Operatori e residenti chiedono un cambio di passo nella gestione della problematica, con maggiore trasparenza nella rendicontazione delle risorse e un coordinamento istituzionale più incisivo.

