Una residente diventa guida turistica improvvisata a causa della mancanza di infopoint e segnaletica. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Chi è alla ricerca di fermate del bus, collegamenti verso il porto, monumenti culturali o semplici percorsi pedonali sicuri si ritrova spesso ad affidarsi al proprio telefono. Ma neanche il web riesce sempre ad aiutare: molte delle informazioni online sono incomplete, obsolete o disperse su portali che non comunicano tra loro. Di conseguenza, il turista finisce spesso per pianificare il proprio itinerario in totale autonomia, senza alcun supporto concreto sul territorio.
Questa situazione diventa ancora più critica considerando il crescente afflusso turistico e l'ambizioso posizionamento di Salerno come meta di riferimento nel panorama campano e nazionale. Non si tratta solo di migliorare i trasporti o i collegamenti pubblici – che la domenica risultano comunque carenti in alcune fasce orarie – ma di creare un sistema integrato e coerente che faciliti l'esperienza del visitatore. La mancanza di una segnaletica turistica omogenea tra le aree della città, l'insufficienza di punti informativi ben visibili e l'assenza di percorsi strutturati dai quartieri periferici al centro sono alcune delle sfide più urgenti da affrontare.
Sos infopoint e segnaletica a Salerno: una residente diventa guida turistica improvvisata per un giorno
Domenica, primo giorno d'estate, con il termometro che supera abbondantemente i 30 gradi, due turiste cercano invano di orientarsi a Pastena per raggiungere via Masuccio Salernitano. Consultano lo smartphone ripetutamente, guardano intorno con aria smarrita e attendono inutilmente un autobus alla fermata. Con il passare dei minuti, cresce il senso di spaesamento. Ciò che non arriva in loro soccorso è un punto informazioni, un addetto all'accoglienza o una segnaletica adeguata.A risolvere temporaneamente la situazione interviene, invece, una residente del quartiere, che si offre di indicare loro il tragitto migliore per raggiungere il centro cittadino e il porto. In un inglese improvvisato e con la somma disponibilità di chi vuole solo essere utile al prossimo, prova a dare le indicazioni necessarie. «Non sapevano come orientarsi per raggiungere via Masuccio», racconta la donna. L'episodio, seppur circoscritto, mette in luce uno dei limiti strutturali più evidenti della Salerno turistica del 2026.Il paradosso
Salerno continua a raccogliere consensi con numeri in crescita e un flusso sempre maggiore di visitatori. La tecnologia digitale, con le sue app e i navigatori avanzati, diventa uno strumento principale per chi arriva in città. Tuttavia, nonostante questi progressi, i visitatori si trovano spesso privi di un supporto fisico utile per orientarsi facilmente verso i luoghi d'interesse, trovare servizi o ricevere informazioni pratiche. La situazione è particolarmente acuta nei quartieri orientali come Torrione, Pastena e Mercatello. Bastano pochi passi fuori dai percorsi turistici più frequentati del centro storico per imbattersi in una serie di difficoltà: segnaletica scarsa o del tutto assente e assenza di punti informativi riconoscibili.Chi è alla ricerca di fermate del bus, collegamenti verso il porto, monumenti culturali o semplici percorsi pedonali sicuri si ritrova spesso ad affidarsi al proprio telefono. Ma neanche il web riesce sempre ad aiutare: molte delle informazioni online sono incomplete, obsolete o disperse su portali che non comunicano tra loro. Di conseguenza, il turista finisce spesso per pianificare il proprio itinerario in totale autonomia, senza alcun supporto concreto sul territorio.
Questa situazione diventa ancora più critica considerando il crescente afflusso turistico e l'ambizioso posizionamento di Salerno come meta di riferimento nel panorama campano e nazionale. Non si tratta solo di migliorare i trasporti o i collegamenti pubblici – che la domenica risultano comunque carenti in alcune fasce orarie – ma di creare un sistema integrato e coerente che faciliti l'esperienza del visitatore. La mancanza di una segnaletica turistica omogenea tra le aree della città, l'insufficienza di punti informativi ben visibili e l'assenza di percorsi strutturati dai quartieri periferici al centro sono alcune delle sfide più urgenti da affrontare.

