Il comparto zootecnico della Campania è sull'orlo del baratro.
Coldiretti ha lanciato un grido d'aiuto per i produttori di latte bovino regionali, schiacciati da una crisi dei costi senza precedenti alimentata dalle tensioni internazionali in Iran. I rincari, che hanno colpito trasversalmente energia, carburanti, mangimi e fertilizzanti, hanno fatto lievitare le spese di gestione di oltre il 40%, rendendo di fatto impossibile per molte aziende coprire i costi reali di produzione.
Il direttore regionale di Coldiretti, Salvatore Loffreda, ha sollecitato un incontro urgente con l'assessore all'Agricoltura, Maria Carmela Serluca. L'obiettivo è duplice: analizzare il prezzo di vendita per assicurare un reddito equo ai produttori e, contemporaneamente, attivare controlli rigorosi tramite l'Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi). La battaglia si sposta quindi sul piano della legalità contrattuale, con la richiesta di rendere strutturali le tutele contro le cosiddette "pratiche sleali" che comprimono i margini delle imprese a favore della grande distribuzione.
Garantire un prezzo equo significa proteggere non solo il portafoglio degli allevatori, ma la tenuta stessa di un patrimonio strategico del Made in Italy. Senza interventi tempestivi, il rischio concreto è lo smantellamento di centinaia di stalle campane, con conseguenze irreversibili sulla continuità produttiva e sulla qualità del latte che arriva quotidianamente sulle tavole dei consumatori.
Coldiretti ha lanciato un grido d'aiuto per i produttori di latte bovino regionali, schiacciati da una crisi dei costi senza precedenti alimentata dalle tensioni internazionali in Iran. I rincari, che hanno colpito trasversalmente energia, carburanti, mangimi e fertilizzanti, hanno fatto lievitare le spese di gestione di oltre il 40%, rendendo di fatto impossibile per molte aziende coprire i costi reali di produzione.
Latte campano, allarme Coldiretti
La questione del prezzo alla stalla evidenzia una profonda disparità geografica. Se al Nord l'intesa nazionale ha fissato un prezzo base di 47 centesimi al litro (integrato da incentivi sulla qualità e meccanismi anti-speculazione sui flussi di latte in eccedenza), per il Mezzogiorno la partita è ancora aperta. Secondo le stime di Coldiretti Campania, per garantire la sopravvivenza degli allevatori del Sud — che devono affrontare oneri maggiori per il trasporto e l'approvvigionamento — la soglia minima di sostenibilità non può scendere sotto i 0,58 euro al litro.Il direttore regionale di Coldiretti, Salvatore Loffreda, ha sollecitato un incontro urgente con l'assessore all'Agricoltura, Maria Carmela Serluca. L'obiettivo è duplice: analizzare il prezzo di vendita per assicurare un reddito equo ai produttori e, contemporaneamente, attivare controlli rigorosi tramite l'Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi). La battaglia si sposta quindi sul piano della legalità contrattuale, con la richiesta di rendere strutturali le tutele contro le cosiddette "pratiche sleali" che comprimono i margini delle imprese a favore della grande distribuzione.
Garantire un prezzo equo significa proteggere non solo il portafoglio degli allevatori, ma la tenuta stessa di un patrimonio strategico del Made in Italy. Senza interventi tempestivi, il rischio concreto è lo smantellamento di centinaia di stalle campane, con conseguenze irreversibili sulla continuità produttiva e sulla qualità del latte che arriva quotidianamente sulle tavole dei consumatori.

