Il 91% dei cittadini italiani ritiene fondamentale sapere da dove provengono gli alimenti che porta in tavola, evidenziando l’esigenza di trasparenza e informazione chiara su salute, qualità e impatto economico dei prodotti. È quanto emerge dai dati Censis elaborati da Coldiretti, in occasione della Giornata mondiale dei diritti del consumatore del 15 marzo, dedicata alla sicurezza alimentare, alla libertà di scelta e alla tutela dei consumi sostenibili.
In Italia, l’indicazione di origine è oggi presente su circa l’80% della spesa, ma rimane assente su legumi in scatola, frutta trasformata in marmellate e succhi, grano utilizzato per pane, biscotti e grissini, oltre a carne e pesce serviti nei ristoranti. L’adozione obbligatoria a livello europeo eliminerebbe queste lacune, superando anche la regola dell’ultima trasformazione prevista dall’attuale codice doganale.
L’impegno per la trasparenza alimentare è iniziato già nel dicembre 2000 con il Patto con il consumatore, un’iniziativa di Coldiretti che ha unito produttori e cittadini, ponendo le basi per campagne a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio. Tra queste spicca Campagna Amica, rete di vendita diretta, agriturismi e progetti di agricoltura sociale che promuovono la Dieta Mediterranea e la sicurezza alimentare. Ad oggi, il sistema coinvolge oltre 1.200 mercati urbani, 15.000 aziende agricole e circa 15 milioni di consumatori l’anno, rafforzando il legame diretto tra produttori e cittadini.
Etichette trasparenti, il 91% degli italiani vuole conoscere l’origine dei prodotti alimentari
Secondo l’indagine, la maggioranza degli italiani preferisce alimenti con un’identità chiara legata al territorio, rifiutando prodotti anonimi e chiedendo l’indicazione obbligatoria dell’origine su tutti gli alimenti. La battaglia per l’etichetta d’origine è storica per Coldiretti e prosegue anche a livello europeo, con una proposta di legge di iniziativa popolare per estendere l’obbligo a tutti i prodotti in commercio nell’Unione Europea.In Italia, l’indicazione di origine è oggi presente su circa l’80% della spesa, ma rimane assente su legumi in scatola, frutta trasformata in marmellate e succhi, grano utilizzato per pane, biscotti e grissini, oltre a carne e pesce serviti nei ristoranti. L’adozione obbligatoria a livello europeo eliminerebbe queste lacune, superando anche la regola dell’ultima trasformazione prevista dall’attuale codice doganale.
L’impegno per la trasparenza alimentare è iniziato già nel dicembre 2000 con il Patto con il consumatore, un’iniziativa di Coldiretti che ha unito produttori e cittadini, ponendo le basi per campagne a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio. Tra queste spicca Campagna Amica, rete di vendita diretta, agriturismi e progetti di agricoltura sociale che promuovono la Dieta Mediterranea e la sicurezza alimentare. Ad oggi, il sistema coinvolge oltre 1.200 mercati urbani, 15.000 aziende agricole e circa 15 milioni di consumatori l’anno, rafforzando il legame diretto tra produttori e cittadini.

