Si è conclusa l’attività investigativa condotta dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore in merito alla drammatica "morte bianca" di Yassine Bousenna.
Il giovane, un minorenne di nazionalità marocchina, perse la vita l'11 aprile 2025 a causa di un grave infortunio sul lavoro avvenuto all'interno di una fabbrica nocerina. Su delega della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, i militari hanno proceduto in queste ore alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari come riportato da SalernoToday.
La magistratura ha sottolineato come la notifica del provvedimento, giunta in concomitanza con la Festa del Lavoro, rappresenti un segnale forte: la sicurezza sui luoghi di lavoro resta una priorità assoluta per la Procura e per gli organi di controllo, impegnati sia sul fronte della repressione che su quello della prevenzione.
Con la chiusura di questa fase, gli indagati avranno ora la possibilità di esercitare tutte le facoltà previste dal codice di procedura penale per presentare memorie o richiedere atti volti a dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati. Tali elementi saranno successivamente vagliati dall'ufficio inquirente per le determinazioni finali sul rinvio a giudizio.
Il giovane, un minorenne di nazionalità marocchina, perse la vita l'11 aprile 2025 a causa di un grave infortunio sul lavoro avvenuto all'interno di una fabbrica nocerina. Su delega della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, i militari hanno proceduto in queste ore alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari come riportato da SalernoToday.
Tragedia di Yassine Bousenna: chiuse le indagini
Il lavoro degli inquirenti ha portato al deferimento di sei persone complessive. Nello specifico, cinque indagati devono rispondere, a vario titolo e secondo le rispettive qualifiche professionali e ruoli ricoperti nella vicenda, dell'ipotesi di reato di omicidio colposo. Una sesta persona è stata invece indagata per favoreggiamento reale.La magistratura ha sottolineato come la notifica del provvedimento, giunta in concomitanza con la Festa del Lavoro, rappresenti un segnale forte: la sicurezza sui luoghi di lavoro resta una priorità assoluta per la Procura e per gli organi di controllo, impegnati sia sul fronte della repressione che su quello della prevenzione.
Con la chiusura di questa fase, gli indagati avranno ora la possibilità di esercitare tutte le facoltà previste dal codice di procedura penale per presentare memorie o richiedere atti volti a dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati. Tali elementi saranno successivamente vagliati dall'ufficio inquirente per le determinazioni finali sul rinvio a giudizio.

