Come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino nell'articolo a firma di Brigida Vicinanza, un violento incendio ha devastato un'imbarcazione di lusso ormeggiata nel porto turistico della zona orientale di Salerno. Il rogo, divampato nella serata di venerdì, ha completamente avvolto un Conam 60, trasformando il pontile in uno scenario di fumo e concitazione.
Le indagini preliminari sembrano escludere la pista del dolo, orientando gli esperti verso un guasto tecnico all'impianto elettrico come causa scatenante del disastro.

Domato l'incendio, l'attenzione si è spostata sulla complessa messa in sicurezza ambientale. Le squadre di soccorso hanno lavorato incessantemente per contenere eventuali sversamenti di idrocarburi nelle acque del porto, avviando le delicate procedure di bonifica.
Per il proprietario si prospetta ora un iter burocratico ed economico estremamente oneroso: lo smaltimento dei resti dello yacht, composto prevalentemente da vetroresina — materiale altamente infiammabile e difficile da trattare in discarica — comporterà costi di recupero e smaltimento elevatissimi a causa della scarsa percentuale di componenti riciclabili residui.
Le indagini preliminari sembrano escludere la pista del dolo, orientando gli esperti verso un guasto tecnico all'impianto elettrico come causa scatenante del disastro.

Marina d'Arechi, yacht da 18 metri distrutto dalle fiamme: si indaga per corto circuito
L'allarme è scattato intorno alle 21, quando una densa colonna di fumo nero ha oscurato il cielo sopra lo scalo marittimo, visibile a chilometri di distanza. I Vigili del Fuoco, supportati tempestivamente dai tecnici del Marina d'Arechi, hanno ingaggiato una battaglia contro il tempo durata l'intera notte per domare le fiamme ed evitare un catastrofico effetto domino sulle altre imbarcazioni vicine. La bassa affluenza di persone nel porto, complice la stagione non ancora entrata nel vivo, ha scongiurato ferimenti o vittime, ma il bilancio per la proprietà è pesantissimo.Domato l'incendio, l'attenzione si è spostata sulla complessa messa in sicurezza ambientale. Le squadre di soccorso hanno lavorato incessantemente per contenere eventuali sversamenti di idrocarburi nelle acque del porto, avviando le delicate procedure di bonifica.
Per il proprietario si prospetta ora un iter burocratico ed economico estremamente oneroso: lo smaltimento dei resti dello yacht, composto prevalentemente da vetroresina — materiale altamente infiammabile e difficile da trattare in discarica — comporterà costi di recupero e smaltimento elevatissimi a causa della scarsa percentuale di componenti riciclabili residui.

