Si accende il dibattito sugli infermieri gettonisti in provincia di Salerno, arriva la replica ai medici: "Un attacco considerato un'invasione di campo". Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Da una parte, l'Ordine delle Professioni Infermieristiche (Opi) e i sindacati autonomi difendono la tariffa come un riconoscimento del valore professionale; dall'altra, il segretario della Fp Cgil Salerno, Antonio Capezzuto, sottolinea i rischi di un'ulteriore precarizzazione del settore. Il presidente dell'Opi Salerno, Cosimo Cicia, esprime chiaramente la sua posizione: ogni professione dovrebbe occuparsi delle proprie sfide, senza interferire nell'organizzazione altrui. Secondo Cicia, il compenso promesso non è un privilegio ma un passo indispensabile per contrastare la carenza di organico.
A supporto delle sue parole si esprime il segretario generale del Nursind, Biagio Tomasco, che giudica ingiustificate le critiche sulle tariffe previste. Egli precisa che si tratta di contratti a partita IVA, dove i professionisti devono sostenere completamente da soli costi come tasse e assicurazioni. Tali competenze specialistiche meritano adeguati riconoscimenti economici, aggiunge Tomasco, rimarcando la dignità della professione infermieristica.
Sulla stessa lunghezza d'onda la Fials Salerno, rappresentata dal segretario generale Carlo Lopopolo. L'organizzazione considera le obiezioni dei medici illegittime e immotivate, sottolineando che le regole e le tariffe in questione riguardano esclusivamente la categoria infermieristica. Inoltre, Lopopolo non manca di osservare che l'area sanitaria non ha mai interferito con i regolamenti contrattuali che disciplinano le attività specifiche dei medici.
Non da ultimo arriva l’intervento di Antonio Capezzuto. Sebbene definisca "inappropriata" la presa di posizione dei camici bianchi, ne rileva però una contraddizione: il fenomeno dei "gettonisti" tra gli infermieri crea un ulteriore aspetto precario nella sanità pubblica. Capezzuto critica duramente questa scelta per aver incentivato la privatizzazione del lavoro anziché favorire il reclutamento tramite le graduatorie pubbliche o migliorare le condizioni dei lavoratori in servizio. La priorità, secondo lui, dovrebbe essere unificare il quadro contrattuale ed estendere le tutele per tutti i professionisti del settore.
La partita sul futuro della sanità territoriale, e in particolare sulla gestione delle risorse umane nella sanità salernitana, rimane tutt'altro che conclusa. Il confronto sembra destinato a proseguire su più fronti, tra istanze di riconoscimento professionale e richieste di maggiore tutela per i lavoratori del comparto.
Infermieri gettonisti in provincia di Salerno, la replica ai medici: "Un attacco considerato un'invasione di campo"
La questione dei compensi nella sanità a Salerno accende il dibattito, rivelando problematiche strutturali ben più profonde di quelle legate alle recenti polemiche. Al centro della contesa ci sono i quaranta euro lordi all'ora proposti dall'Asl per reclutare infermieri a partita IVA nelle Case di Comunità. La denuncia avanzata dai medici di medicina generale e dagli specialisti ambulatoriali (Fimmg e Sumai) ha scatenato una presa di posizione compatta da parte del comparto infermieristico, accompagnata da una critica ancora più incisiva avanzata dalla Fp Cgil, focalizzata sulla gestione della dirigenza sanitaria.Da una parte, l'Ordine delle Professioni Infermieristiche (Opi) e i sindacati autonomi difendono la tariffa come un riconoscimento del valore professionale; dall'altra, il segretario della Fp Cgil Salerno, Antonio Capezzuto, sottolinea i rischi di un'ulteriore precarizzazione del settore. Il presidente dell'Opi Salerno, Cosimo Cicia, esprime chiaramente la sua posizione: ogni professione dovrebbe occuparsi delle proprie sfide, senza interferire nell'organizzazione altrui. Secondo Cicia, il compenso promesso non è un privilegio ma un passo indispensabile per contrastare la carenza di organico.
A supporto delle sue parole si esprime il segretario generale del Nursind, Biagio Tomasco, che giudica ingiustificate le critiche sulle tariffe previste. Egli precisa che si tratta di contratti a partita IVA, dove i professionisti devono sostenere completamente da soli costi come tasse e assicurazioni. Tali competenze specialistiche meritano adeguati riconoscimenti economici, aggiunge Tomasco, rimarcando la dignità della professione infermieristica.
Sulla stessa lunghezza d'onda la Fials Salerno, rappresentata dal segretario generale Carlo Lopopolo. L'organizzazione considera le obiezioni dei medici illegittime e immotivate, sottolineando che le regole e le tariffe in questione riguardano esclusivamente la categoria infermieristica. Inoltre, Lopopolo non manca di osservare che l'area sanitaria non ha mai interferito con i regolamenti contrattuali che disciplinano le attività specifiche dei medici.
Non da ultimo arriva l’intervento di Antonio Capezzuto. Sebbene definisca "inappropriata" la presa di posizione dei camici bianchi, ne rileva però una contraddizione: il fenomeno dei "gettonisti" tra gli infermieri crea un ulteriore aspetto precario nella sanità pubblica. Capezzuto critica duramente questa scelta per aver incentivato la privatizzazione del lavoro anziché favorire il reclutamento tramite le graduatorie pubbliche o migliorare le condizioni dei lavoratori in servizio. La priorità, secondo lui, dovrebbe essere unificare il quadro contrattuale ed estendere le tutele per tutti i professionisti del settore.
La partita sul futuro della sanità territoriale, e in particolare sulla gestione delle risorse umane nella sanità salernitana, rimane tutt'altro che conclusa. Il confronto sembra destinato a proseguire su più fronti, tra istanze di riconoscimento professionale e richieste di maggiore tutela per i lavoratori del comparto.

