Una microcamera nascosta negli abiti, le domande dell’esame trasmesse all’esterno e un suggeritore incaricato di fornire le risposte in tempo reale. È il sistema ricostruito dalla Procura di Napoli nell’inchiesta che coinvolge 168 persone e riguarda presunte irregolarità negli esami teorici per il conseguimento della patente alla Motorizzazione di via Argine. Tra gli indagati - come riporta SalernoToday - figurano anche nove residenti nella provincia di Salerno.
Indossavano microcamere durante l’esame per la patente, 168 indagati: nove sono della provincia di Salerno
Secondo quanto emerso dalle indagini, il meccanismo utilizzato per superare la prova teorica si basava su una piccola “body cam”, sistemata sugli indumenti del candidato al posto di un normale bottone della maglia o della camicia.
Il dispositivo serviva ad immortalare le domande dell'esame e a trasmetterle in tempo reale a una persona all’esterno. Il "suggeritore" avrebbe quindi letto le domande e indicato al candidato le risposte da fornire, consentendogli di superare la prova.
L’inchiesta coinvolge anche nove persone residenti in provincia di Salerno. Due risultano dell’Agro nocerino, tra Angri e Nocera Inferiore; tre provengono dall’area dei Picentini, tra Giffoni Sei Casali e Olevano sul Tusciano; altre due risiedono nel Cilento, a Camerota e Castellabate, mentre due sono di Eboli. Le loro singole posizioni dovranno essere valutate nell’ambito del procedimento.
Le indagini iniziate nel 2021
Gli accertamenti risalgono al 2021 e, secondo la ricostruzione investigativa, il sistema sarebbe stato utilizzato in più occasioni. Nell’inchiesta compare anche un consorzio di autoscuole che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe reclutato i candidati e predisposto l’attrezzatura necessaria per mettere in pratica il meccanismo durante gli esami. Tra le persone coinvolte figurano cittadini provenienti, tra gli altri Paesi, da Cina, Albania, Pakistan, Bangladesh, India, Siria, Ucraina e Macedonia.
L’accusa contestata è quella di falso
La Procura contesta agli indagati il reato di falso, ritenendo che il sistema avrebbe alterato la regolarità delle prove sostenute alla Motorizzazione. Nei giorni scorsi sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini a tutte le 168 persone coinvolte.
Gli indagati potranno chiedere di essere interrogati
Dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, ciascun indagato potrà esercitare le proprie facoltà difensive, chiedendo di essere interrogato oppure depositando memorie. Il procedimento entra dunque in una nuova fase, mentre spetterà alla Procura valutare le successive determinazioni sulle singole posizioni. Le responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.

