Oggi a Salerno l'arcivescovo Bellandi, insieme a Don Moliterno, presenta il calendario degli appuntamenti fino al 21 settembre ed anticipa il nome di chi celebrerò il pontificale solenne. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Il 20 settembre tornerà anche l’appuntamento con il rito della raccolta della manna, il liquido di condensa che si forma all’interno di due catini collocati vicino alla tomba dell’apostolo Matteo, nella cripta della cattedrale. Per la comunità salernitana, la maggiore o minore presenza della manna viene considerata un segno di benedizione.
Incontri, cultura e sport nel segno di San Matteo: «Al via l’anno sociale della città di Salerno»
Sarà l’arcivescovo Andrea Bellandi, affiancato da don Felice Moliterno, parroco dell’Unità pastorale “Centro storico”, a illustrare questa mattina alle 10, nel Salone degli stemmi del Palazzo arcivescovile, il programma delle iniziative in vista della festa patronale di San Matteo, in calendario il 21 settembre. Nei giorni scorsi, il pastore dell’arcidiocesi Salerno-Campagna-Acerno aveva invitato i cittadini a vivere questa ricorrenza andando oltre la sola dimensione della tradizione e della devozione popolare, riscoprendo invece la figura del patrono e comprendendo le motivazioni che sono alla base della venerazione riservatagli dalla città e dall’arcidiocesi.L'invito
«La festa di San Matteo – aveva sottolineato – rappresenta il fulcro dell’anno sociale, oltre che di quello spirituale, della nostra comunità. Occorre arrivare alla celebrazione adeguatamente preparati e con ragioni nuove. È necessario accompagnare tutti verso una maggiore conoscenza delle motivazioni spirituali e di fede che spiegano perché Salerno sia affidata alla protezione di questo grande santo, apostolo ed evangelista. Gli elementi esteriori della festa possono essere mantenuti e hanno certamente il loro valore, così come quelli legati alla tradizione, ma non dobbiamo perdere l’opportunità di comprendere fino in fondo le ragioni della nostra devozione a San Matteo. Il percorso prenderà il via con l’omaggio al patrono in piazza Flavio Gioia». Si tratta della prima anticipazione fornita nei giorni scorsi.La porta storica
Venerdì 11 settembre, alle 20, i vigili del fuoco raggiungeranno nuovamente la parte più alta della Porta Nova, l’antico accesso alla città, per deporre una corona di fiori davanti alla statua settecentesca di San Matteo, opera dello scultore Francesco Pagano. In passato quella porta rappresentava l’ingresso a Salerno e l’immagine del santo serviva anche a mostrare ai visitatori chi fosse il principale “concittadino” della comunità salernitana. Proprio come attraverso quella porta si accedeva alla città, l’omaggio floreale, al quale prenderanno parte anche esponenti delle istituzioni comunali e provinciali, rappresenterà simbolicamente l’apertura delle celebrazioni. «Il programma comprenderà – ha spiegato ancora l’arcivescovo Bellandi – appuntamenti di approfondimento, iniziative culturali e momenti dedicati allo sport». Questa mattina saranno forniti ulteriori dettagli e verrà inoltre annunciato chi presiederà il pontificale solenne del 21 settembre.Il filo conduttore
È già noto, invece, che giovedì 17 e venerdì 18 settembre, alle 18, la Chiesa di Sant’Agostino ospiterà la decima edizione delle “Giornate Matteane”, curate dalla professoressa Lorella Parente, responsabile dell’Ufficio diocesano “Cultura e arte”. «Il tema scelto quest’anno – anticipa il presule – ci invita a tornare sui discorsi di Gesù dedicati alla conclusione e alla finalità della storia, offrendo allo stesso tempo una chiave di lettura sul significato del percorso che stiamo vivendo nel presente. È un argomento di grande attualità e interesse. Verranno analizzati alcuni passaggi del Vangelo di Matteo, in particolare quelli contenuti nei capitoli 24 e 25, con il contributo di biblisti, teologi e studiosi dell’arte».Gli interventi
A confrontarsi sul tema saranno il biblista Antonio Landi, il teologo Emanuele Spagnolo, la biblista Annalisa Guida e Giorgio Agnisola, critico d’arte e autore di saggi. Il titolo scelto per l’edizione di quest’anno, “A che ora è la fine del mondo?”, richiama quello di una nota canzone di Luciano Ligabue, a sua volta cover di un brano dei Rem, gruppo musicale statunitense, ispirato alla celebre trasmissione radiofonica di Orson Welles “La guerra dei mondi”, che attraverso falsi comunicati aveva provocato il panico negli Stati Uniti. Il riferimento, naturalmente, riguarda esclusivamente il titolo, mentre i contenuti dell’iniziativa saranno completamente differenti. «Il messaggio dell’apostolo dei salernitani – spiega la teologa Parente – non è semplice né superficiale: invita ad accogliere e conservare dentro di sé la sua parola, trasformandola in comportamenti concreti nella vita quotidiana e in gesti autentici di fraternità e carità».Il 20 settembre tornerà anche l’appuntamento con il rito della raccolta della manna, il liquido di condensa che si forma all’interno di due catini collocati vicino alla tomba dell’apostolo Matteo, nella cripta della cattedrale. Per la comunità salernitana, la maggiore o minore presenza della manna viene considerata un segno di benedizione.

