Shock in un quartiere di Perugia dove un uomo di 29 anni, al culmine di una lite per le spese di casa, ha afferrato la coinquilina tentando di scaraventarla giù dalla finestra. Lei riesce a sottrarsi e chiamare i Carabinieri.
La donna, fortunatamente, è riuscita a reagire e a liberarsi dalla presa prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente. L’episodio assume particolare rilievo anche alla luce di un recente caso di cronaca avvenuto a Firenze, dove Lorena Isceri è stata uccisa dopo essere stata scaraventata da un viadotto dell’autostrada A1 dall’ex compagno Federico Vella, che in seguito si è tolto la vita.
Nel caso avvenuto a Elce, invece, la pronta reazione della vittima ha evitato conseguenze ancora più drammatiche. La donna è riuscita ad allontanarsi dall’appartamento e a raggiungere una vicina, alla quale ha chiesto aiuto. Da qui è partita la richiesta di intervento al numero unico di emergenza.
Durante il litigio, la donna avrebbe percepito una crescente minaccia, soprattutto dopo essere stata destinataria di una minaccia di morte. Temendo che la situazione potesse sfociare in un’aggressione, avrebbe annunciato al coinquilino l’intenzione di rivolgersi al 112.
Quando la 29enne ha cercato di utilizzare il proprio cellulare per contattare i soccorsi, il giovane avrebbe reagito violentemente. Secondo la denuncia presentata dalla donna, il 29enne l’avrebbe presa per un braccio e avrebbe tentato di trascinarla verso una finestra aperta, con l’obiettivo di spingerla nel vuoto dal secondo piano dello stabile.
La donna, spinta dalla paura, sarebbe però riuscita a divincolarsi e a raggiungere l’esterno dell’appartamento. Una volta fuori, ha trovato rifugio presso una vicina, alla quale ha raccontato quanto appena accaduto. È stata quindi effettuata la telefonata alle forze dell’ordine.
Gli agenti intervenuti hanno individuato il 29enne e lo hanno condotto negli uffici di polizia. Al termine degli accertamenti, il giovane è stato segnalato all’autorità giudiziaria con l’accusa di tentato omicidio. Dalle verifiche effettuate sarebbe inoltre emerso che il 29enne aveva già precedenti. Tra i due, secondo quanto ricostruito, non ci sarebbe stata una relazione sentimentale: il loro rapporto sarebbe stato esclusivamente quello di persone che condividevano la stessa abitazione.
Nei confronti del giovane è stato successivamente disposto l’allontanamento dal territorio comunale di Perugia, accompagnato dal divieto di fare ritorno in città per quattro anni. Il provvedimento mira anche a garantire maggiore tutela alla donna, che potrà continuare a vivere nella propria abitazione senza il rischio di una nuova presenza dell’uomo.
La vicenda potrebbe tuttavia riportare i due a confrontarsi nell’ambito dei successivi sviluppi giudiziari. Per l’ipotesi di tentato omicidio, qualora l’accusa restasse confermata nei termini attuali, la normativa penale prevede una condanna a una pena detentiva non inferiore a 12 anni.
Lite per le spese di casa a Perugia: 29enne afferra la coinquilina e tenta di scaraventarla dalla finestra, lei riesce a sottrarsi e chiamare i Carabinieri
Una discussione nata da questioni apparentemente legate alla normale gestione della vita domestica si sarebbe trasformata in un episodio di estrema gravità a Elce, quartiere di Perugia. Al centro della vicenda ci sono due persone che dividevano lo stesso appartamento e che avrebbero iniziato a discutere per le spese comuni e alcune somme ancora da corrispondere. Nel corso del diverbio, il 29enne avrebbe minacciato la coinquilina e successivamente l’avrebbe afferrata con l’intento di farla precipitare dalla finestra dell’abitazione, situata al secondo piano.La donna, fortunatamente, è riuscita a reagire e a liberarsi dalla presa prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente. L’episodio assume particolare rilievo anche alla luce di un recente caso di cronaca avvenuto a Firenze, dove Lorena Isceri è stata uccisa dopo essere stata scaraventata da un viadotto dell’autostrada A1 dall’ex compagno Federico Vella, che in seguito si è tolto la vita.
Nel caso avvenuto a Elce, invece, la pronta reazione della vittima ha evitato conseguenze ancora più drammatiche. La donna è riuscita ad allontanarsi dall’appartamento e a raggiungere una vicina, alla quale ha chiesto aiuto. Da qui è partita la richiesta di intervento al numero unico di emergenza.
La discussione degenerata
Alla base dell’alterco ci sarebbero state divergenze relative alla suddivisione delle spese dell’abitazione, ai pagamenti da effettuare e ai debiti ancora da regolare. Una situazione che inizialmente poteva apparire come una normale controversia tra persone costrette a condividere gli stessi spazi, ma che avrebbe rapidamente assunto contorni molto più preoccupanti.Durante il litigio, la donna avrebbe percepito una crescente minaccia, soprattutto dopo essere stata destinataria di una minaccia di morte. Temendo che la situazione potesse sfociare in un’aggressione, avrebbe annunciato al coinquilino l’intenzione di rivolgersi al 112.
Quando la 29enne ha cercato di utilizzare il proprio cellulare per contattare i soccorsi, il giovane avrebbe reagito violentemente. Secondo la denuncia presentata dalla donna, il 29enne l’avrebbe presa per un braccio e avrebbe tentato di trascinarla verso una finestra aperta, con l’obiettivo di spingerla nel vuoto dal secondo piano dello stabile.
La donna, spinta dalla paura, sarebbe però riuscita a divincolarsi e a raggiungere l’esterno dell’appartamento. Una volta fuori, ha trovato rifugio presso una vicina, alla quale ha raccontato quanto appena accaduto. È stata quindi effettuata la telefonata alle forze dell’ordine.
Gli agenti intervenuti hanno individuato il 29enne e lo hanno condotto negli uffici di polizia. Al termine degli accertamenti, il giovane è stato segnalato all’autorità giudiziaria con l’accusa di tentato omicidio. Dalle verifiche effettuate sarebbe inoltre emerso che il 29enne aveva già precedenti. Tra i due, secondo quanto ricostruito, non ci sarebbe stata una relazione sentimentale: il loro rapporto sarebbe stato esclusivamente quello di persone che condividevano la stessa abitazione.
Nei confronti del giovane è stato successivamente disposto l’allontanamento dal territorio comunale di Perugia, accompagnato dal divieto di fare ritorno in città per quattro anni. Il provvedimento mira anche a garantire maggiore tutela alla donna, che potrà continuare a vivere nella propria abitazione senza il rischio di una nuova presenza dell’uomo.
La vicenda potrebbe tuttavia riportare i due a confrontarsi nell’ambito dei successivi sviluppi giudiziari. Per l’ipotesi di tentato omicidio, qualora l’accusa restasse confermata nei termini attuali, la normativa penale prevede una condanna a una pena detentiva non inferiore a 12 anni.

