Si è conclusa tragicamente la battaglia di Giuseppe D’Auria, il giovane di 24 anni rimasto gravemente ferito nello scontro avvenuto alcuni giorni fa lungo via Scafati, al confine con Santa Maria la Carità. Ricoverato prima a Castellammare di Stabia e successivamente trasferito a Napoli, è deceduto giovedì sera nonostante le cure dei medici.
Incidente tra auto e moto a Scafati: Giuseppe D’Auria è morto a soli 24 anni
Giuseppe, originario dell’Agro e residente nel quartiere Mariconda, stava tornando a casa in sella alla propria moto quando si è verificato l’incidente. Per circostanze ancora da ricostruire, il mezzo a due ruote è entrato in collisione con un’automobile. La violenza dell’impatto ha provocato al 24enne ferite apparse immediatamente molto serie.
I soccorritori lo hanno inizialmente trasportato all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Il successivo aggravamento del quadro clinico ha reso necessario il trasferimento al Cardarelli di Napoli, dove il giovane è morto giovedì sera.
Le indagini
Gli accertamenti sono affidati ai Carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore, impegnati a stabilire come sia avvenuto lo scontro tra la moto e l’automobile. I militari stanno esaminando i rilievi effettuati sul luogo dell’incidente e le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. Gli elementi raccolti dovranno consentire di ricostruire la traiettoria dei mezzi e chiarire le cause dell’impatto.
Il cordoglio della comunità di Scafati
La notizia della morte di Giuseppe D’Auria ha suscitato profonda commozione. Numerosi messaggi di dolore e vicinanza alla famiglia sono comparsi sui social nelle ore successive al decesso. Tra questi anche quello del sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti: «La morte di un giovane di 24 anni è un dolore grande, per la famiglia e per tutta la nostra comunità».
«Resta un dolore grande per questo ragazzo di Mariconda e per tutta la città di Scafati che ha sperato fino alla fine, fino a poche ore fa quando è volato in cielo che, lì proprio in sala di rianimazione potesse farcela… La mia profonda vicinanza alla famiglia… Che possa trovare la forza nella fede… Per superare un dolore che non si può descrivere e che ci invita ancora una volta a fare una riflessione molto più profonda sul senso della vita».

