I carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo di Aversa hanno eseguito un provvedimento che dispone il divieto di dimora in Campania nei confronti del consigliere regionale Giovanni Zannini, attualmente nelle file di Forza Italia, e degli imprenditori Luigi e Paolo Griffo, padre e figlio, titolari della Spinosa Spa.
Secondo quanto reso noto dagli inquirenti, i tre sono ritenuti gravemente indiziati – a vario titolo – di corruzione per l’esercizio della funzione, falsità materiale in concorso e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
Gli inquirenti ipotizzano che il consigliere regionale avrebbe ricevuto utilità e favori da imprenditori in cambio di interventi e pressioni esercitate presso la Regione Campania e un Comune del Casertano.
Sempre secondo la ricostruzione della Procura, Zannini si sarebbe impegnato a risolvere problematiche amministrative in Regione a favore di Luigi e Paolo Griffo, ottenendo in cambio una gita su uno yacht di lusso. Un ulteriore filone dell’inchiesta riguarda un imprenditore, Alfredo Campoli, che avrebbe consegnato due scooter destinati ai figli del consigliere regionale in cambio di un suo intervento presso il Comune di Teano, in relazione a un appalto nel settore ambientale.
In precedenza, Zannini aveva respinto ogni accusa, dichiarandosi totalmente estraneo ai fatti contestati e manifestando la disponibilità a fornire chiarimenti ai magistrati, sostenendo di aver pagato regolarmente sia il viaggio sia gli scooter, come dimostrerebbero i relativi bonifici.
Secondo quanto reso noto dagli inquirenti, i tre sono ritenuti gravemente indiziati – a vario titolo – di corruzione per l’esercizio della funzione, falsità materiale in concorso e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
Inchiesta per corruzione: divieto di dimora in Campania per il consigliere regionale Giovanni Zannini
I provvedimenti sono stati presi nell'ambito dell'inchiesta per corruzione e concussione per la quale era stato chiesto l'arresto di Zannini, consigliere regionale della Campania, ex esponente della lista “De Luca Presidente” e attualmente in quota Forza Italia.Gli inquirenti ipotizzano che il consigliere regionale avrebbe ricevuto utilità e favori da imprenditori in cambio di interventi e pressioni esercitate presso la Regione Campania e un Comune del Casertano.
L'inchiesta
Tra gli episodi contestati, figura il presunto intervento nei confronti di Enzo Iodice, dirigente dell’Asl ed ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere, affinché lasciasse il proprio incarico dopo aver rifiutato alcune richieste relative a nomine. Iodice si dimise nel settembre 2023.Sempre secondo la ricostruzione della Procura, Zannini si sarebbe impegnato a risolvere problematiche amministrative in Regione a favore di Luigi e Paolo Griffo, ottenendo in cambio una gita su uno yacht di lusso. Un ulteriore filone dell’inchiesta riguarda un imprenditore, Alfredo Campoli, che avrebbe consegnato due scooter destinati ai figli del consigliere regionale in cambio di un suo intervento presso il Comune di Teano, in relazione a un appalto nel settore ambientale.
In precedenza, Zannini aveva respinto ogni accusa, dichiarandosi totalmente estraneo ai fatti contestati e manifestando la disponibilità a fornire chiarimenti ai magistrati, sostenendo di aver pagato regolarmente sia il viaggio sia gli scooter, come dimostrerebbero i relativi bonifici.

