In una recente intervista, l'ex preparatore dei portieri della Salernitana Michelangelo Rampulla ha raccontato gli anni condivisi con Guillermo Ochoa, recordman da sei partecipazioni al Mondiale. Nelle parole dell'ex portiere della Juventus spiccano le qualità umane del messicano e non mancano riferimenti al presente della Bersagliera.
L'ex portiere della Juventus è stato anche preparatore degli estremi difensori granata e ha raccontato questo momento con il Memo in un'intervista su Gianlucadimarzio.com: "Ricordo che mi disse testuali parole: voglio giocare il sesto mondiale. Io gli dissi che ero sicuro ce l'avrebbe fatta, perché si allenava con la fame di un ragazzino".
Il primo impatto col messicano ha fatto subito capire l'eccellente professionista arrivato all'Arechi: "Pensate che lui è arrivato il 23 dicembre e il 24 era già in campo con i guantoni. Abbiamo saltato solo il giorno di Natale, per farvi capire che tipo di professionista fosse. Del resto, quando alleni determinati campioni, tutto diventa più semplice. Non solo nelle esercitazioni ma nel modo di porsi, nel confronto e nel messaggio che trasmetteva ai compagni".
Rampulla ancora oggi si chiede come mai nessuna big non abbia mai puntato su di lui: "Forse perché, rispetto a tanti colleghi, è poco pubblicizzato e non dà nell'occhio. Ma per qualità avrebbe potuto giocare nel Milan, nella Juve o nelle due di Manchester, a mani basse".
Infine, ecco il pensiero dell'ex dello staff granata sul momento attuale della Bersagliera: "A Salerno ho passato anni meravigliosi, poi abito lì, vedere quell'entusiasmo anche in C è qualcosa di incredibile. Riempivamo sempre tutta la curva anche nelle grandi città come Milano e Roma. Meriterebbe un palcoscenico migliore. Duo Cosmi-Faggiano? Un ds che conosce molto bene le categorie è sempre un buon inizio".
Salernitana Ochoa intervista Rampulla, storia tra i guantoni
Con i dodici minuti disputati contro la Cechia, Guillermo Ochoa ha raggiunto la cifra record di sei Coppe del Mondo consecutive giocate, al pari dei mostri sacri Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Un obiettivo stabilito proprio durante l'anno e mezzo passato in granata, sotto la guida di Michelangelo Rampulla.L'ex portiere della Juventus è stato anche preparatore degli estremi difensori granata e ha raccontato questo momento con il Memo in un'intervista su Gianlucadimarzio.com: "Ricordo che mi disse testuali parole: voglio giocare il sesto mondiale. Io gli dissi che ero sicuro ce l'avrebbe fatta, perché si allenava con la fame di un ragazzino".
Il primo impatto col messicano ha fatto subito capire l'eccellente professionista arrivato all'Arechi: "Pensate che lui è arrivato il 23 dicembre e il 24 era già in campo con i guantoni. Abbiamo saltato solo il giorno di Natale, per farvi capire che tipo di professionista fosse. Del resto, quando alleni determinati campioni, tutto diventa più semplice. Non solo nelle esercitazioni ma nel modo di porsi, nel confronto e nel messaggio che trasmetteva ai compagni".
Rampulla ancora oggi si chiede come mai nessuna big non abbia mai puntato su di lui: "Forse perché, rispetto a tanti colleghi, è poco pubblicizzato e non dà nell'occhio. Ma per qualità avrebbe potuto giocare nel Milan, nella Juve o nelle due di Manchester, a mani basse".
Infine, ecco il pensiero dell'ex dello staff granata sul momento attuale della Bersagliera: "A Salerno ho passato anni meravigliosi, poi abito lì, vedere quell'entusiasmo anche in C è qualcosa di incredibile. Riempivamo sempre tutta la curva anche nelle grandi città come Milano e Roma. Meriterebbe un palcoscenico migliore. Duo Cosmi-Faggiano? Un ds che conosce molto bene le categorie è sempre un buon inizio".

