Ikea usa legno della Bielorussia lavorato dai carcerati "torturati": questo è quanto emerso dall'inchiesta condotta dal team di Disclose, un sito di giornalismo investigativo francese fondato nel 2018. A riportare la notizia è il quotidiano Il Messaggero.
L'inchiesta: Ikea usa legno bielorusso lavorato dai carcerati "torturati"
Una corposa inchiesta condotta dal team di Disclose, il sito di giornalismo investigativo francese fondato nel 2018, ha scoperto che buona parte dei 10 mila lavoratori collegati all'azienda svedese in Bielorussia erano in realtà prigionieri ai lavori forzati.La difesa di Ikea
Il colosso svedese non tarda a difendersi e fa sapere: "Siamo chiari sul fatto che le violazioni dei diritti umani non possono convivere col nostro business", sottolineando di aver deciso di interrompere i rapporti con la Bielorussia già nel giugno 2021 "a causa della situazione legata ai diritti umani", decisione poi accelerata "dalla guerra in Ucraina e dalle sanzioni internazionali". La società sottolinea inoltre di "non accettare nessun lavoro forzato, o di carcerati», ma ammette di «non poter garantire che non ci siano casi di cattiva condotta".🔴 Ikea vend des meubles fabriqués en Biélorussie par des sous-traitants ayant recours au travail forcé dans les prisons du régime, où la torture est pratiquée.
Révélations de @Disclose_ngo sur la complicité d'Ikea avec la dernière dictature d'Europehttps://t.co/rlINfoQOqi — Disclose (@Disclose_ngo) November 17, 2022

