La diffusione della pandemia di Covid sta causando diverse problematiche e sta imponendo nuovi modelli sociali, economici e lavorativi: tante aziende si sono dovute adeguare a nuovi standard, altre hanno dovuto adeguare la propria policy in materia, ad esempio, di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Tra le tematiche che hanno visto la necessità di introdurre nuove regole e cambiare le carte in tavola, anche la l’igiene e la sicurezza alimentare. A tracciare le linee guida era stato un protocollo dell’Iss, Istituto Superiore di Sanità, diffuso durante il primo lock down, si era ad aprile 2020.
Si era parlato di un approccio coerente dalla produzione al consumo in materia di sicurezza degli alimenti con raccomandazioni che riguardavano tutta la catena della filiera, dalla commercializzazione alla vendita fino al consumo finale.
Cosa deve fare chi ha una attività alimentare
La domanda evidente è stata (ed è tuttora): come adeguare la propria attività alimentare, bar o ristorante che sia, alle nuove norme legate alla diffusione del Covid? Come riporta il sito Haccp4me.it, si tratta di rafforzare gli elementi da sempre alla base delle attività legate a questo settore: quindi detersione, disinfezione e sanitizzazione delle superfici.
Il tutto facendo ricorso ad agenti chimici e da applicare a superfici che entrano in contatto, sia direttamente che indirettamente, con gli alimenti. Importante anche la gestione igienica degli indumenti del personale, la giusta formazione in materia dei dipendenti, il distanziamento tra clienti e personale di sala.
Altro tema piuttosto scottante ed attuale per tante ragioni, le regole che riguardano il personale attivo nei servizi di delivery di cibo. Anche qui sono state previste norme specifiche che devono essere seguite con massimo scrupolo per evitare la diffusione del virus.
Il manuale di autocontrollo Haccp
A questo riguardo è di fondamentale importanza un documento che deve essere redatto, per legge, da ogni azienda affidandosi ad un consulente tecnico specializzato in sicurezza alimentare. Lavorando insieme al responsabile della azienda stessa, si va a creare un manuale di autocontrollo per la sicurezza alimentare riferito proprio all’Haccp, che lo ricordiamo è l’acronimo di Hazard Analysis Critical Control Point ed è un metodo di autocontrollo igienico sanitario.
Le procedure di autocontrollo si riferiscono alla necessità di disporre requisiti strutturali adatti andando a rispettare tutte le regole di base riguardanti le buone pratiche igieniche. In sostanza dovrebbero essere identificati eventuali pericoli tramite una attenta analisi dei vari momenti che compongono la filiera, dalla produzione al trasporto fino alla vendita finale del bene alimentare.
Una procedura che, come detto, è obbligatoria per tutti i titolari delle attività alimentari che, in quanto tali, sono ritenuti responsabili della sicurezza e dell’igiene dei cibi che vendono. I vari organismi di vigilanza, dalle Asl fino ai Nas, hanno il compito di sorvegliare sulla correttezza di questi comportamenti predisponendo controlli periodici a campione.

