L'aumento dei prezzi di benzina e diesel, registrato dall’inizio della guerra in Iran quasi due mesi fa, ha fatto lievitare i costi di produzione e trasporto per i fornitori di medicinali, facendo ricadere il peso sulle farmacie e sui consumatori.
Il conflitto ha avuto un impatto significativo sui costi di molti farmaci di uso comune, soprattutto nel Regno Unito, dove, secondo il Guardian, l'acquisto di antidolorifici sta diventando sempre più oneroso. La National Pharmacy Association (NPA) segnala che i prezzi del paracetamolo al dettaglio sono aumentati del 20-30% rispetto a febbraio, e alcune farmacie locali hanno già esaurito le scorte di determinati dosaggi di aspirina e co-codamolo.
Anche i farmaci per allergie come la cetirizina non sono stati risparmiati: si stima che i costi delle compresse da banco siano cresciuti anch’essi tra il 20% e il 30% nello stesso periodo. La causa principale risiede nell'incremento del prezzo dei carburanti, che pesa sempre più sul bilancio delle forniture mediche. Inoltre, le farmacie si ritrovano a sborsare dal 40% al 50% in più per il rifornimento.
La crisi ha colpito anche il trasporto aereo delle merci mediche. Con un aumento dei costi pari al doppio rispetto a prima del conflitto e con le forniture interrotte dai produttori nel Golfo Persico, si registrano difficoltà nell’accesso a sostanze derivate dal petrolio, essenziali per produrre farmaci come paracetamolo, aspirina e co-codamolo.
Le problematiche di approvvigionamento hanno reso l'aspirina una vera e propria rarità in molte farmacie, tanto che alcune hanno smesso di venderla senza ricetta medica. Tali problematiche preesistevano al conflitto, ma le tensioni geopolitiche hanno acuito le difficoltà. Se lo stretto di Hormuz rimanesse bloccato ancora a lungo, la situazione potrebbe complicarsi ulteriormente.
Olivier Picard, presidente della NPA, riferisce che diverse farmacie riscontrano difficoltà nel rifornirsi. Un esempio emblematico è quello del suo farmacista nel Berkshire, impossibilitato a ottenere paracetamolo alla fine di marzo. Quando il farmaco è tornato disponibile, il prezzo all'ingrosso era già raddoppiato.
Le conseguenze non risparmiano chi soffre di allergie stagionali. Con l'arrivo del picco primaverile previsto tra maggio e giugno, è possibile assistere a ulteriori rincari sugli antistaminici e prodotti correlati. Tuttavia, Picard ha invitato i consumatori a non cedere al panico e ad evitare l'accumulo di farmaci, poiché ciò aggraverebbe la penuria e farebbe schizzare ulteriormente i prezzi.
Paracetamolo e farmaci, prezzi alle stelle: ecco quali sono
L'aumento dei prezzi di benzina e diesel, registrato dall’inizio della guerra in Medio Oriente quasi due mesi fa, ha fatto lievitare i costi di produzione e trasporto per i fornitori di medicinali, facendo ricadere il peso sulle farmacie e sui consumatori.Il conflitto ha avuto un impatto significativo sui costi di molti farmaci di uso comune, soprattutto nel Regno Unito, dove, secondo il Guardian, l'acquisto di antidolorifici sta diventando sempre più oneroso. La National Pharmacy Association (NPA) segnala che i prezzi del paracetamolo al dettaglio sono aumentati del 20-30% rispetto a febbraio, e alcune farmacie locali hanno già esaurito le scorte di determinati dosaggi di aspirina e co-codamolo.
Anche i farmaci per allergie come la cetirizina non sono stati risparmiati: si stima che i costi delle compresse da banco siano cresciuti anch’essi tra il 20% e il 30% nello stesso periodo. La causa principale risiede nell'incremento del prezzo dei carburanti, che pesa sempre più sul bilancio delle forniture mediche. Inoltre, le farmacie si ritrovano a sborsare dal 40% al 50% in più per il rifornimento.
La crisi ha colpito anche il trasporto aereo delle merci mediche. Con un aumento dei costi pari al doppio rispetto a prima del conflitto e con le forniture interrotte dai produttori nel Golfo Persico, si registrano difficoltà nell’accesso a sostanze derivate dal petrolio, essenziali per produrre farmaci come paracetamolo, aspirina e co-codamolo.
Le problematiche di approvvigionamento hanno reso l'aspirina una vera e propria rarità in molte farmacie, tanto che alcune hanno smesso di venderla senza ricetta medica. Tali problematiche preesistevano al conflitto, ma le tensioni geopolitiche hanno acuito le difficoltà. Se lo stretto di Hormuz rimanesse bloccato ancora a lungo, la situazione potrebbe complicarsi ulteriormente.
Olivier Picard, presidente della NPA, riferisce che diverse farmacie riscontrano difficoltà nel rifornirsi. Un esempio emblematico è quello del suo farmacista nel Berkshire, impossibilitato a ottenere paracetamolo alla fine di marzo. Quando il farmaco è tornato disponibile, il prezzo all'ingrosso era già raddoppiato.
Le conseguenze non risparmiano chi soffre di allergie stagionali. Con l'arrivo del picco primaverile previsto tra maggio e giugno, è possibile assistere a ulteriori rincari sugli antistaminici e prodotti correlati. Tuttavia, Picard ha invitato i consumatori a non cedere al panico e ad evitare l'accumulo di farmaci, poiché ciò aggraverebbe la penuria e farebbe schizzare ulteriormente i prezzi.

