Renato Brunetta sarà il
Ministro della Pubblica Amministrazione del neonato
Governo Draghi. Politico, economista e accademico, ha ricoperto dal 2008 al 16 novembre 2011 la carica di Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione. È stato capogruppo alla Camera per Forza Italia nella XVII legislatura.
Renato Brunetta Ministro della Pubblica Amministrazione
Renato Brunetta è stato
scelto da Mario Draghi come Ministro della Pubblica Amministrazione. Figlio di un venditore ambulante e ultimo di tre fratelli, Renato Brunetta è cresciuto a Venezia. Laureato in Scienze politiche ed economiche presso l'
Università degli Studi di
Padova il 2 luglio 1973, da subito entra nello stesso ateneo come assistente.
Carriera universitaria
Inizia la sua
carriera accademica presso lo stesso ateneo ricoprendo vari incarichi: dal 1973 al 1974 è assistente universitario alle esercitazioni nei corsi di Teoria e politica dello sviluppo (Facoltà di Scienze Politiche) e di Economia applicata
(Facoltà di
Statistica). Nell'anno accademico 1977-78 è professore incaricato dell'insegnamento di
Economia e politica del lavoro (Facoltà di Scienze Politiche).
Professore associato
Nel 1982 accede, non con un concorso, ma tramite il giudizio di idoneità previsto dall'art. 50 del DPR 382/1980 per i precari dell'università dotati di specifici requisiti, al ruolo di
professore associato, presentando tre pubblicazioni. Dal 1982 al 1990 è professore associato di
Fondamenti di
Economia presso il Dipartimento di
Analisi Economica e
Sociale del
Territorio (corso di Laurea di Urbanistica) dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Dal 1991 al 1999 è professore associato di Economia del Lavoro (Facoltà di Economia e Commercio) presso Tor Vergata, dove ha ricoperto il ruolo di professore ordinario di Economia Politica (in aspettativa) fino al 2009.
L'attività giornalistica
Editorialista de Il Sole 24 ORE e il Giornale, è autore di pubblicazioni in materia di economia del lavoro e relazioni industriali.
Fondatore e direttore della
rivista Labour - Reviews of labour economics and industrial relations, edita da Blackwell Publishing Ltd per il Centre for Economic and International Studies (CEIS) dell'Università degli studi di Roma Tor Vergata e la Fondazione Giacomo Brodolini di Roma.
Nel giugno 2020 ha accettato l'offerta dell'
editore Alfredo Romeo di collaborazione al rifondato periodico
Il Riformista diretto da Piero Sansonetti. Per il quotidiano ha curato alcuni editoriali. È divenuto inoltre direttore del settimanale dedicato all'economia,
Il Riformista Economia fondato il 21 settembre 2020, il cui comitato di direzione scientifica è composto da personalità del mondo accademico come Sabino Cassese, Pier Carlo Padoan, Giovanni Tria e Marco Bentivogli. Ha abbandonato la direzione del settimanale con il numero di lunedì 12 ottobre 2020.
La carriera politica
Consulente economico per il
Partito socialista negli anni '80. Di formazione socialista, Brunetta collabora in qualità di consigliere economico con i governi
Craxi I, Craxi II,
Amato I e
Ciampi. A 35 anni è coordinatore della commissione sul lavoro voluta dall'allora ministro
Gianni De Michelis; nel 1993, durante Mani Pulite, firma la proposta di rinnovamento del Partito Socialista Italiano di
Gino Giugni.
Sotto scorta del 1983
Dal 1983 vive ininterrottamente sotto
scorta a causa del contenuto delle consulenze da lui prestate al Ministero del Lavoro, che gli hanno valso l'interessamento da parte delle
Brigate Rosse.
Dal 1985 al 1989 ricopre la carica di vicepresidente del Comitato manodopera e affari sociali dell'OCSE (Parigi). Dal 1983 al 1987 è responsabile, presso il Ministero del Lavoro, di tutte le strategie per l'occupazione e la politica dei redditi. Nel 1989 contribuisce alla fondazione dell'associazione EALE (European Association of Labour Economist), diventandone il primo presidente (1989–1993).
Deputato Europeo per Forza Italia (1999-2008)
Nel 1999 entra a far parte dello schieramento di Forza Italia in qualità di deputato al Parlamento Europeo. È stato iscritto al gruppo europeo PPE-DE, dove ha ricoperto l'incarico di vicepresidente della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, ed è stato membro di varie delegazioni parlamentari: delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Croazia; delegazione parlamentare mista UE-Turchia; delegazione per le relazioni con la Repubblica popolare cinese.
Rieletto al
Parlamento Europeo nel 2004, ha concluso il
mandato nell'aprile 2008. Nella statistiche delle presenze al Parlamento Europeo risulta essere stato presente al 62.88% delle sedute.
Incarichi di partito e attività politica locale
Nel 2000 è candidato a
sindaco di
Venezia per il Polo per le Libertà, venendo sconfitto dal candidato del centrosinistra Paolo Costa. Parte con un 39% di vantaggio rispetto al 37,7% di Costa (e il 16,3 di Gianfranco Bettin sostenuto dalla sinistra radicale) che viene ribaltato al
ballottaggio clamorosamente: 56% Costa, 44% Brunetta. Il 21 novembre 2005 è eletto
consigliere comunale a
Bolzano, incarico dal quale si dimette dopo circa un mese.
Dal 2007 fino al novembre del 2008 è vicecoordinatore nazionale di
Forza Italia e responsabile del settore programma. Dal 29 marzo 2009 – data del primo congresso nazionale – entra a far parte dei componenti della direzione nazionale del
Popolo della Libertà.
Per le
elezioni amministrative di marzo
2010 è nuovamente candidato
sindaco di
Venezia per il Popolo della Libertà, ma viene nuovamente sconfitto al primo turno dal candidato del centrosinistra Giorgio Orsoni, che ottiene il 51,1% delle preferenze, distaccandolo di 8,5 punti percentuali. Brunetta ottiene infatti il 42,6% dei voti ed accusa la
Lega Nord di non aver sostenuto a fondo la sua candidatura.
Il ritorno a Forza Italia nel 2014
Capogruppo alla Camera per Il
Popolo della Libertà nella XVII legislatura, dopo aver aderito alla nuova Forza Italia, il 24 marzo 2014 diventa membro del Comitato di Presidenza del partito.
Il 4 febbraio 2015, in seguito all'elezione di
Sergio Mattarella a presidente della Repubblica e ai dissidi interni al partito, rassegna le sue
dimissioni da
capogruppo insieme all'omologo
Paolo Romani del Senato, ma il leader Silvio Berlusconi le respinge.
Alle
politiche del
2018 è il candidato della coalizione alla Camera nel collegio uninominale di San Donà di Piave oltre ad essere capolista nel proporzionale; verrà eletto nell’uninominale raccogliendo il 49,10%, il doppio rispetto all’avversario del
Movimento 5 Stelle. Il 12 maggio 2020 Berlusconi nomina un nuovo coordinamento di 14 persone tra le quali c’è anche Brunetta.