Scuola, Meloni annuncia nuove regole: tetto agli studenti stranieri e stop a burqa e hijab

La scuola è stata uno dei temi centrali dell’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla festa Fenix di Gioventù Nazionale, a Roma. Dal palco della manifestazione, la premier ha annunciato un prossimo provvedimento del governo destinato a intervenire sulla composizione delle classi, sull’integrazione delle famiglie straniere e sull’abbigliamento ammesso negli istituti scolastici. Le misure, al momento, sono state annunciate e dovranno ancora essere esaminate dal Consiglio dei ministri.
Un limite agli studenti stranieri nelle classi
Tra le novità anticipate da Meloni c’è l’introduzione per legge di un numero massimo di studenti stranieri per classe. La presidente del Consiglio ha motivato la proposta con l’esigenza di favorire un maggiore equilibrio nella composizione delle classi e nei percorsi di integrazione scolastica.
Nel provvedimento dovrebbe rientrare anche l’obbligo per i genitori di studenti stranieri con gravi difficoltà di inserimento scolastico di imparare la lingua italiana. I dettagli applicativi e l’eventuale soglia prevista per la presenza degli studenti stranieri non sono stati ancora resi noti.
Divieto di burqa e hijab a scuola
Meloni ha inoltre annunciato che il testo conterrà il divieto di burqa e hijab nelle scuole. Nel suo intervento ha collegato la misura al principio della parità tra uomini e donne e alla volontà del governo di stabilire nuove regole per l’ambiente scolastico.
Il tema del divieto di copertura del volto nelle aule era già entrato nel dibattito politico nei mesi precedenti, con iniziative e proposte discusse anche in Parlamento.
La denominazione di “liceo” anche per tecnici e professionali
Un’altra modifica annunciata riguarda gli istituti tecnici e professionali. La premier ha anticipato l’intenzione di consentire anche a queste scuole di utilizzare la denominazione di “liceo”, con l’obiettivo dichiarato di sottolineare la pari dignità dei diversi percorsi dell’istruzione secondaria.
Meloni ha infatti sostenuto che licei, istituti tecnici e professionali debbano essere considerati componenti di pari valore del sistema scolastico. La riforma dell’istruzione tecnico-professionale è già interessata dal modello 4+2, entrato nell’offerta ordinaria del secondo ciclo nell’anno scolastico 2026/2027.
Le misure devono ancora passare dal Consiglio dei ministri
Gli interventi illustrati a Fenix non sono ancora norme in vigore. Meloni ha parlato di un provvedimento in arrivo in Consiglio dei ministri e di una successiva norma sulla denominazione degli istituti tecnico-professionali. Saranno quindi i testi ufficiali a definire nel dettaglio criteri, modalità di applicazione e tempi di entrata in vigore.




