Il Giffoni Film Festival sotto la lente della Guardia di Finanza: fondi regionali dirottati a un'associazione riconducibile alla moglie del direttore artistico. Lo riporta Il Mattino.
Secondo quanto emerso, l’inchiesta vede il coinvolgimento diretto del direttore artistico Claudio Gubitosi, del Responsabile unico del procedimento Vincenzo Barletta e dello stesso Ente organizzatore. Gli investigatori hanno portato alla luce un meccanismo continuativo dal 2016 al 2024, attraverso cui fondi regionali e europei destinati alla manifestazione cinematografica venivano veicolati verso un’associazione culturale, legata ai nuclei familiari dei responsabili. Questa associazione, deputata a gestire attività parallele al festival, avrebbe beneficiato di affidamenti diretti con progetti dalle finalità spesso giudicate poco specifiche.
L’accusa ritiene che gran parte dei fondi siano stati utilizzati per sostenere unicamente il costo dello stipendio di una dipendente privilegiata. Inoltre, gli accertamenti avrebbero indicato che molte delle attività dichiarate venivano svolte gratuitamente da altre associazioni partner, mentre la funzione principale dell’organizzazione beneficiaria sarebbe stata solo incassare i finanziamenti.
Uno dei punti più delicati dell’indagine riguarda il presunto conflitto di interessi. Il direttore artistico sembrerebbe aver partecipato direttamente alle procedure relative agli affidamenti per l'associazione presieduta dalla moglie, certificando la correttezza delle prestazioni in alcune annate. Allo stesso modo, il Responsabile Unico del Procedimento avrebbe attestato regolarità amministrative e di esecuzione nonostante i rapporti familiari e le connessioni con l'associazione destinataria.
Ora gli interessati avranno la possibilità di visionare gli atti, presentare memorie difensive e fornire documentazione per comprovare la loro estraneità ai fatti contestati. Nonostante ciò, l'indagine rischia di mettere in discussione l'immagine del celebre festival di Giffoni Valle Piana, da sempre conosciuto come punto di riferimento per i giovani e la cultura cinematografica.
Giffoni Film Festival, blitz della Guardia di Finanza: "Fondi dirottati su associazione della moglie del direttore artistico"
Un'ombra si stende sul prestigioso Giffoni Film Festival dove dietro le luci del successo potrebbe celarsi una gestione opaca dei fondi pubblici. L'indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Napoli, su incarico della Procura regionale della Corte dei Conti, guidata dal magistrato Giacinto Dammicco, ha portato a notifiche di inviti a dedurre e al sequestro preventivo di circa 480mila euro nei confronti dei vertici dell'Ente Autonomo Giffoni Experience.Secondo quanto emerso, l’inchiesta vede il coinvolgimento diretto del direttore artistico Claudio Gubitosi, del Responsabile unico del procedimento Vincenzo Barletta e dello stesso Ente organizzatore. Gli investigatori hanno portato alla luce un meccanismo continuativo dal 2016 al 2024, attraverso cui fondi regionali e europei destinati alla manifestazione cinematografica venivano veicolati verso un’associazione culturale, legata ai nuclei familiari dei responsabili. Questa associazione, deputata a gestire attività parallele al festival, avrebbe beneficiato di affidamenti diretti con progetti dalle finalità spesso giudicate poco specifiche.
L’accusa ritiene che gran parte dei fondi siano stati utilizzati per sostenere unicamente il costo dello stipendio di una dipendente privilegiata. Inoltre, gli accertamenti avrebbero indicato che molte delle attività dichiarate venivano svolte gratuitamente da altre associazioni partner, mentre la funzione principale dell’organizzazione beneficiaria sarebbe stata solo incassare i finanziamenti.
Uno dei punti più delicati dell’indagine riguarda il presunto conflitto di interessi. Il direttore artistico sembrerebbe aver partecipato direttamente alle procedure relative agli affidamenti per l'associazione presieduta dalla moglie, certificando la correttezza delle prestazioni in alcune annate. Allo stesso modo, il Responsabile Unico del Procedimento avrebbe attestato regolarità amministrative e di esecuzione nonostante i rapporti familiari e le connessioni con l'associazione destinataria.
Ora gli interessati avranno la possibilità di visionare gli atti, presentare memorie difensive e fornire documentazione per comprovare la loro estraneità ai fatti contestati. Nonostante ciò, l'indagine rischia di mettere in discussione l'immagine del celebre festival di Giffoni Valle Piana, da sempre conosciuto come punto di riferimento per i giovani e la cultura cinematografica.

