"La riunione di oggi sulla vertenza Fonderie Pisano, che si è svolta nella sede dell'assessorato al lavoro, è stata importante perché con i tre assessori competenti, ovvero Bonavitacola, Saggese e Pecoraro, abbiamo definito un'unità di intenti rispetto ai percorsi e alla risoluzione di una crisi che appare complessa". È quanto si legge in una nota firmata da Cgil Campania, Cgil Salerno, Fiom Campania e Fiom Salerno.
"L'idea di riuscire a tenere insieme le compatibilità ambientali con le garanzie occupazionali - precisa la nota - è un punto su cui tutti convergiamo. Adesso bisognerà chiedere all'imprenditore un piano industriale chiaro, definito, con impegni che rendano la sua soluzione compatibile con il territorio. Questo è un passaggio indifferibile, a partire da quale è necessario trovare anche le modalità per rapportarsi correttamente con il territorio e fargli comprendere che non possiamo perdere un'attività industriale di tale importanza e lasciare i lavoratori senza occupazione".
"Già in occasione del prossimo tavolo al MIMIT, previsto per il 20 aprile, dove tutti i soggetti saranno presenti - conclude la nota - bisognerà tenere conto dei pronunciamenti della magistratura, che certamente sono determinanti ma non risolutivi. Siamo consapevoli che una soluzione può essere trovata solo realizzando una piena sinergia tra tutti i soggetti coinvolti, nel pieno rispetto delle esigenze delle popolazioni dei territori coinvolti ma anche, a partire dai pronunciamenti giudiziari, con la tutela dei lavoratori".
Fonderie Pisano: definita unità di intenti per risolvere crisi complessa
Alla riunione hanno partecipato Raffaele Paudice (Cgil Campania), Massimiliano Guglielmi (Fiom Cgil Campania), Luca Daniele (Cgil Salerno) Francesca D'Elia (Fiom Cgil Salerno) e una delegazione delle RSU Fiom Fonderie Pisano."L'idea di riuscire a tenere insieme le compatibilità ambientali con le garanzie occupazionali - precisa la nota - è un punto su cui tutti convergiamo. Adesso bisognerà chiedere all'imprenditore un piano industriale chiaro, definito, con impegni che rendano la sua soluzione compatibile con il territorio. Questo è un passaggio indifferibile, a partire da quale è necessario trovare anche le modalità per rapportarsi correttamente con il territorio e fargli comprendere che non possiamo perdere un'attività industriale di tale importanza e lasciare i lavoratori senza occupazione".
"Già in occasione del prossimo tavolo al MIMIT, previsto per il 20 aprile, dove tutti i soggetti saranno presenti - conclude la nota - bisognerà tenere conto dei pronunciamenti della magistratura, che certamente sono determinanti ma non risolutivi. Siamo consapevoli che una soluzione può essere trovata solo realizzando una piena sinergia tra tutti i soggetti coinvolti, nel pieno rispetto delle esigenze delle popolazioni dei territori coinvolti ma anche, a partire dai pronunciamenti giudiziari, con la tutela dei lavoratori".

