Registra una clamorosa svolta l'inchiesta sulle presunte intimidazioni e sull'attentato incendiario ai danni del ventenne Adriano Cappellari, il cronista di Enego salito alle cronache per la presunta vicinanza al parroco di Caivano, don Maurizio Patriciello.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il giovane si sarebbe confezionato e posizionato da solo l'ordigno esploso lo scorso 30 maggio davanti alla propria abitazione sull'Altopiano di Asiago. A incastrare il ventenne sono stati gli accertamenti scientifici condotti dal RIS sui resti del materiale incendiario. Gli investigatori sono infatti riusciti a risalire alla marca delle bombolette di gas e dell'alcol usati per l'innesco, verificando che l'unico ordine di quei prodotti recapitato nel territorio di Enego era stato effettuato proprio da Cappellari tramite una piattaforma di e-commerce, con consegne avvenute all'inizio di maggio.
A completare il quadro accusatorio sono giunte le analisi della videosorveglianza. Le immagini mostrano una persona travisata, con un'altezza stimata tra 1,69 e 1,75 metri e del tutto compatibile con la corporatura dell'indagato, intent ad azionare l'innesco intorno alle 23:28. Inoltre, il breve scarto temporale tra i passaggi del giovane registrati dalle telecamere prima e dopo l'esplosione gli avrebbe consentito di compiere l'azione e tornare sul posto per filmare le fasi di spegnimento dell'incendio da parte dei Vigili del Fuoco.
Gli esiti delle indagini spingono la Procura a considerare messe in scena anche le precedenti denunce presentate dal cronista tra novembre e febbraio per presunte lettere minatorie indirizzate a lui, a don Patriciello e alla premier Giorgia Meloni. Tali episodi avevano inizialmente fatto scattare protocolli di tutela e l'assegnazione della scorta, portando il giovane a presenziare anche a eventi pubblici come la Partita del Cuore prima che gli accertamenti coordinati dal Procuratore Capo Lino Giorgio Bruno ribaltassero completamente la vicenda.
Finto attentato ed ergastolo del sospetto: il cronista Cappellari smentito dai RIS
La Procura della Repubblica di Vicenza, sulla base delle indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa, ha iscritto il giovane nel registro degli indagati per incendio, calunnia e simulazione di reato, notificandogli contestualmente un decreto di perquisizione personale, domiciliare ed informatica.Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il giovane si sarebbe confezionato e posizionato da solo l'ordigno esploso lo scorso 30 maggio davanti alla propria abitazione sull'Altopiano di Asiago. A incastrare il ventenne sono stati gli accertamenti scientifici condotti dal RIS sui resti del materiale incendiario. Gli investigatori sono infatti riusciti a risalire alla marca delle bombolette di gas e dell'alcol usati per l'innesco, verificando che l'unico ordine di quei prodotti recapitato nel territorio di Enego era stato effettuato proprio da Cappellari tramite una piattaforma di e-commerce, con consegne avvenute all'inizio di maggio.
A completare il quadro accusatorio sono giunte le analisi della videosorveglianza. Le immagini mostrano una persona travisata, con un'altezza stimata tra 1,69 e 1,75 metri e del tutto compatibile con la corporatura dell'indagato, intent ad azionare l'innesco intorno alle 23:28. Inoltre, il breve scarto temporale tra i passaggi del giovane registrati dalle telecamere prima e dopo l'esplosione gli avrebbe consentito di compiere l'azione e tornare sul posto per filmare le fasi di spegnimento dell'incendio da parte dei Vigili del Fuoco.
Gli esiti delle indagini spingono la Procura a considerare messe in scena anche le precedenti denunce presentate dal cronista tra novembre e febbraio per presunte lettere minatorie indirizzate a lui, a don Patriciello e alla premier Giorgia Meloni. Tali episodi avevano inizialmente fatto scattare protocolli di tutela e l'assegnazione della scorta, portando il giovane a presenziare anche a eventi pubblici come la Partita del Cuore prima che gli accertamenti coordinati dal Procuratore Capo Lino Giorgio Bruno ribaltassero completamente la vicenda.

