La Corte d'Appello di Salerno ha confermato la sentenza sul fallimento della Ifil: Piero De Luca è stato assolto, respinto l'appello proposto dalla Procura contro la sentenza di primo grado.
Il deputato salernitano del Partito Democratico era accusato di bancarotta fraudolenta patrimoniale distrattiva impropria, ma già in primo grado era stato assolto. Ora la Corte ha confermato pienamente quella decisione. Secondo il difensore di De Luca, l’avvocato e professore Andrea R. Castaldo, la sentenza ribadisce integralmente l’estraneità del parlamentare rispetto alle accuse rivoltegli.
Durante il processo d’appello, la difesa ha sottolineato l’assenza degli elementi necessari per configurare il reato, evidenziando sia la mancanza di un danno effettivo ai creditori sia l’infondatezza della teoria che indicava De Luca come socio occulto della società fallita, una circostanza che il Tribunale aveva già escluso.
La situazione è diversa per gli altri imputati. Luigi Avino ed Emilio Ferraro, ex amministratori dell’azienda, sono stati condannati a due anni di reclusione con pena sospesa. Giuseppe Amato, l’unico imputato già condannato in primo grado per l’emissione di fatture false, ha invece ricevuto una pena di due mesi. Le motivazioni della sentenza saranno rese disponibili entro novanta giorni.
Salerno, Piero De Luca assolto anche in Appello: confermata la sentenza nel processo per il fallimento della Ifil
La Corte d’Appello di Salerno ha ribadito l’assoluzione di Piero De Luca nel processo legato al fallimento della Ifil, respingendo l’appello proposto dalla Procura contro la sentenza di primo grado del Tribunale di Salerno emessa il 14 febbraio 2024.Il deputato salernitano del Partito Democratico era accusato di bancarotta fraudolenta patrimoniale distrattiva impropria, ma già in primo grado era stato assolto. Ora la Corte ha confermato pienamente quella decisione. Secondo il difensore di De Luca, l’avvocato e professore Andrea R. Castaldo, la sentenza ribadisce integralmente l’estraneità del parlamentare rispetto alle accuse rivoltegli.
Durante il processo d’appello, la difesa ha sottolineato l’assenza degli elementi necessari per configurare il reato, evidenziando sia la mancanza di un danno effettivo ai creditori sia l’infondatezza della teoria che indicava De Luca come socio occulto della società fallita, una circostanza che il Tribunale aveva già escluso.
La situazione è diversa per gli altri imputati. Luigi Avino ed Emilio Ferraro, ex amministratori dell’azienda, sono stati condannati a due anni di reclusione con pena sospesa. Giuseppe Amato, l’unico imputato già condannato in primo grado per l’emissione di fatture false, ha invece ricevuto una pena di due mesi. Le motivazioni della sentenza saranno rese disponibili entro novanta giorni.

