I Giochi Europei Universitari Salerno 2026 si avviano alla fase conclusiva con un bilancio definito ampiamente positivo. A tracciare un primo resoconto della manifestazione è Lorenzo Lentini, presidente del CUS Salerno, che evidenzia il valore organizzativo, sportivo e territoriale di un evento capace di portare a Salerno migliaia di studenti-atleti da tutta Europa.
Secondo Lentini, i primi dieci giorni di gare e attività possono essere letti con grande orgoglio, non soltanto per i numeri raggiunti, ma per la qualità dell’accoglienza e per la risposta del territorio.
I numeri dei Giochi
La portata internazionale degli EUG Salerno 2026 è confermata dalla presenza di delegazioni provenienti da 31 Paesi europei e da 172 università.
Oltre 2.000 atleti hanno già concluso la propria esperienza, mentre altri 2.000 sono arrivati in questi giorni per prendere parte alla seconda fase della manifestazione.
Numeri importanti, che raccontano la dimensione di un appuntamento capace di trasformare l’Università degli Studi di Salerno e il territorio circostante in un grande centro europeo dello sport universitario.
Il lavoro di squadra tra UniSA, CUS e Adisurc
Per il presidente del CUS Salerno, il successo della manifestazione nasce da un lavoro corale che ha coinvolto Università degli Studi di Salerno, CUS Salerno e Adisurc.
Lentini sottolinea il ruolo fondamentale di oltre mille persone, tra volontari e personale interno, impegnate nei servizi sportivi, nei trasporti, nell’accoglienza e nell’ospitalità.
In un evento di questa portata, piccoli inconvenienti possono verificarsi, ma ciò che ha fatto la differenza è stata la capacità di affrontarli con professionalità, disponibilità e passione.
La cerimonia d’apertura in Piazza della Libertà
Tra i momenti più emozionanti degli EUG, Lentini indica senza esitazioni la cerimonia d’apertura in Piazza della Libertà, a Salerno.
Una serata che ha richiamato migliaia di persone e che ha visto protagonisti studenti-atleti, ufficiali di gara, il movimento sportivo universitario e l’intera città.
Per il presidente del CUS, il dato più significativo non è solo la partecipazione, ma l’emozione condivisa da tutti i presenti. Un ricordo destinato a restare tra le immagini più forti di questa edizione italiana dei Giochi.
Attesa per la cerimonia di chiusura
L’auspicio è ora quello di vivere la stessa intensità anche durante la cerimonia di chiusura, in programma sabato 1° agosto in Piazza del Sapere, all’Università di Salerno.
Sarà un momento dal forte valore simbolico, perché sancirà il passaggio della bandiera a Spalato, in Croazia, sede della prossima edizione dei Giochi Europei Universitari.
L’eredità degli EUG per il territorio
Uno degli aspetti più importanti riguarda la legacy, l’eredità concreta che gli EUG Salerno 2026 lasceranno al territorio.
L’Università ha realizzato nuovi impianti sportivi, tra cui otto campi da padel, tre campi da tennis, campi di beach volley e di pallamano, che si aggiungono ai palazzetti dello sport, alla piscina semi-olimpionica e alle strutture già esistenti.
Un patrimonio destinato a restare a disposizione degli studenti, dello sport universitario e dell’intera comunità.
Salerno e UniSA protagoniste dello sport universitario
Per Lentini, gli EUG rappresentano un’occasione che va oltre la competizione sportiva. La manifestazione ha consolidato il ruolo dell’Università di Salerno tra gli atenei italiani più avanzati sul fronte dell’impiantistica sportiva e ha rafforzato il legame tra campus, città e territorio.
Lo sprint finale dei Giochi diventa così non solo il momento dei bilanci, ma anche il punto di partenza per una nuova stagione dello sport universitario salernitano.

