Intesa tra Forza Italia e la coalizione di moderati nata come una costola del campo largo sul candidato a sindaco di Salerno Armando Zambrano. L'ex presidente dell'Ordine degli ingegneri è il punto di convergenza tra il polo centrista e gli azzurri. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Alla riunione di ieri lunedì 23 marzo, tenutasi in forma mista tra presenza fisica e remota, hanno partecipato Alfonso Andria, Forza Italia, Casa Riformista, Oltre e Azione. La fumata bianca sulla candidatura di Zambrano, seppur informale, sembrerebbe comunque certa, ma ciò non ha impedito a tutti gli attori coinvolti di adottare una cautela evidentemente necessaria, continuando a utilizzare il condizionale per le future dichiarazioni ufficiali.
La frattura con il progetto originario del campo largo ha alimentato tensioni. Particolarmente dura è stata la reazione di Avs-Sinistra Italiana, con la segretaria Titti Santulli che ha lamentato una gestione politica che ha definito "degradante". Santulli ha criticato l'assenza di trasparenza e la doppia via percorsa da parte della coalizione, la quale avrebbe dialogato parallelamente con Forza Italia. Una mossa sorprendente, considerata la distanza percepita fino a pochi giorni fa.
Anche il Movimento 5 Stelle ha accusato il colpo, seppur mantenendo una posizione tradizionalmente più aperta rispetto agli alleati di sinistra. Queste dinamiche spinte da un richiamo all'unità e alla riflessione sono state sottolineate dalla coordinatrice provinciale Virginia Villani. Villani ha ribadito il principio fondamentale del M5S: mettere al centro Salerno e i suoi cittadini sopra ogni interesse personale o logica di potere. Ha inoltre denunciato una deriva politica che avrebbe piegato un progetto originariamente nato per costruire un'alternativa credibile in favore di strategie imposte dall'alto.
Il M5S si dichiara intenzionato a proseguire la sua battaglia con forze politiche e civiche che condividono il desiderio di un cambiamento concreto, appoggiando un modello basato sulla partecipazione e sul bene comune. Tuttavia, persiste il nodo legato alla figura di Di Lorenzo, persona favorita dal M5S ma esclusa da Avs per la mancata comunanza di valori e visioni politiche.
Elezioni 2026 a Salerno, arriva l'intesa tra Forza Italia e moderati sul candidato Armando Zambrano
Lo scenario delineato mostra una situazione che orbita attorno alla figura di Armando Zambrano, candidato scelto dalla coalizione di moderati nata come una costola del campo largo. Nonostante le apparenze possano suggerire linearità nel processo decisionale, la realtà sembra essere più complessa, con comunicazioni private trasformate in notizie di pubblico dominio.Alla riunione di ieri lunedì 23 marzo, tenutasi in forma mista tra presenza fisica e remota, hanno partecipato Alfonso Andria, Forza Italia, Casa Riformista, Oltre e Azione. La fumata bianca sulla candidatura di Zambrano, seppur informale, sembrerebbe comunque certa, ma ciò non ha impedito a tutti gli attori coinvolti di adottare una cautela evidentemente necessaria, continuando a utilizzare il condizionale per le future dichiarazioni ufficiali.
La frattura con il progetto originario del campo largo ha alimentato tensioni. Particolarmente dura è stata la reazione di Avs-Sinistra Italiana, con la segretaria Titti Santulli che ha lamentato una gestione politica che ha definito "degradante". Santulli ha criticato l'assenza di trasparenza e la doppia via percorsa da parte della coalizione, la quale avrebbe dialogato parallelamente con Forza Italia. Una mossa sorprendente, considerata la distanza percepita fino a pochi giorni fa.
Anche il Movimento 5 Stelle ha accusato il colpo, seppur mantenendo una posizione tradizionalmente più aperta rispetto agli alleati di sinistra. Queste dinamiche spinte da un richiamo all'unità e alla riflessione sono state sottolineate dalla coordinatrice provinciale Virginia Villani. Villani ha ribadito il principio fondamentale del M5S: mettere al centro Salerno e i suoi cittadini sopra ogni interesse personale o logica di potere. Ha inoltre denunciato una deriva politica che avrebbe piegato un progetto originariamente nato per costruire un'alternativa credibile in favore di strategie imposte dall'alto.
Il M5S si dichiara intenzionato a proseguire la sua battaglia con forze politiche e civiche che condividono il desiderio di un cambiamento concreto, appoggiando un modello basato sulla partecipazione e sul bene comune. Tuttavia, persiste il nodo legato alla figura di Di Lorenzo, persona favorita dal M5S ma esclusa da Avs per la mancata comunanza di valori e visioni politiche.

