Una vicenda di estrema marginalità scuote la comunità di Eboli, dove sei persone — tra cui una bambina di soli tre anni affetta da una grave patologia — sono costrette a vivere in condizioni di totale degrado. L’alloggio, descritto come un vero e proprio "tugurio", è privo dei requisiti minimi di igiene e abitabilità, trasformandosi in un pericoloso moltiplicatore di rischi per la salute dei residenti, in particolare per la piccola che necessita di un ambiente salubre per non compromettere l'efficacia delle sue cure come riportato dal quotidiano La Città.
Tuttavia, nonostante il pressing degli enti tecnici, a mancare all'appello è la risposta politica e operativa del Comune di Eboli. Il silenzio dell'amministrazione locale sta bloccando la risoluzione del caso, sollevando polemiche sull'efficacia dei servizi sociali e sulla velocità di reazione della macchina comunale davanti a emergenze che coinvolgono minori malati. Senza un provvedimento del Comune, che deve gestire i flussi dell'assistenza abitativa sul territorio, la famiglia resta intrappolata in un limbo burocratico che mette a rischio, ogni giorno di più, la vita della bambina.
Eboli, dramma abitativo in un tugurio
Di fronte a un quadro clinico e sociale così allarmante, è scattato il coordinamento tra le autorità sanitarie e regionali. La Asl di Salerno e l'Acer (Agenzia Campana per l’Edilizia Residenziale) hanno rotto gli indugi, inviando una richiesta formale e urgente per il trasferimento immediato del nucleo familiare. Le due istituzioni concordano sulla necessità di assegnare alla famiglia una casa idonea, sottolineando come la permanenza nell'attuale tugurio rappresenti una violazione del diritto alla salute e alla dignità umana, aggravata dalla presenza di un soggetto vulnerabile.Tuttavia, nonostante il pressing degli enti tecnici, a mancare all'appello è la risposta politica e operativa del Comune di Eboli. Il silenzio dell'amministrazione locale sta bloccando la risoluzione del caso, sollevando polemiche sull'efficacia dei servizi sociali e sulla velocità di reazione della macchina comunale davanti a emergenze che coinvolgono minori malati. Senza un provvedimento del Comune, che deve gestire i flussi dell'assistenza abitativa sul territorio, la famiglia resta intrappolata in un limbo burocratico che mette a rischio, ogni giorno di più, la vita della bambina.

