Il provvedimento noto come decreto sicurezza funziona secondo Giorgia Meloni: "Trova conferma dal fermo dei 91 anarchici". La premier assicura che la norma non limita la libertà di manifestare, ma protegge chi lo fa in modo pacifico.
Secondo la premier, il decreto non compromette il diritto alla protesta sancito dalla Costituzione ma garantisce che le manifestazioni si svolgano in maniera civile e non violenta, tutelando i cittadini che desiderano esercitare il loro diritto pacificamente. Meloni ha poi ribadito che queste misure mirano a rafforzare la sicurezza generale e a proteggere le espressioni pacifiche.
Per la prima volta è stata applicata a una manifestazione la misura del fermo preventivo introdotta recentemente dal governo. A finire sotto controllo sono stati 91 partecipanti al raduno organizzato per ricordare i due militanti anarchici scomparsi al Parco degli Acquedotti. Nonostante il divieto imposto dalla Questura, alcune decine di persone si sono ritrovate nella zona, presso un casolare e una chiesa adiacenti, per intonare cori e depositare mazzi di fiori con i colori rosso e nero, simbolici dell’ideologia anarchica.
Le forze dell’ordine, con uno schieramento imponente che includeva anche unità a cavallo, hanno presidiato l’area. I fermati, ritenuti pericolosi o sospetti, sono stati sottoposti alla nuova misura cautelare concordata con il pubblico ministero di turno. Gli agenti di polizia hanno trasportato i manifestanti trattenuti negli uffici della questura e nel reparto immigrazione per essere identificati. Secondo questa norma, le persone possono essere trattenute per un massimo di 12 ore.
Alcuni manifestanti e legali hanno denunciato un eccessivo dispiegamento di forze e tempi prolungati di trattenimento. L’avvocato Paola Bevere ha raccontato che una delle sue assistite, fermata casualmente mentre usciva da un bar, non aveva neppure intenzione di prendere parte alla commemorazione poiché attendeva un treno.
Nonostante i fermi, una parte della manifestazione è comunque proseguita e si è trasformata in un corteo verso il quartiere Centocelle. Intanto, tensioni sono sorte durante la cerimonia: una giornalista e una troupe del Tgr sono state aggredite verbalmente e fisicamente. La giornalista stava tentando di porre alcune domande ai partecipanti quando è stata minacciata e le è stato strappato via il microfono. Il quartiere nel frattempo era blindato dalle forze dell'ordine per garantire il controllo sulla situazione.
Decreto sicurezza, Giorgia Meloni: "Funziona e lo conferma il fermo di 91 anarchici"
Il provvedimento noto come "decreto sicurezza" ha trovato applicazione durante una manifestazione non autorizzata nella Capitale. Lo afferma la premier Giorgia Meloni, sottolineandone l'importanza attraverso le sue dichiarazioni sui social. La misura ha portato al fermo preventivo di 91 persone riconducibili all’area anarchica, arrivate a Roma per commemorare Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due militanti rimasti uccisi il 19 marzo scorso nell’esplosione di un ordigno che stavano fabbricando.Secondo la premier, il decreto non compromette il diritto alla protesta sancito dalla Costituzione ma garantisce che le manifestazioni si svolgano in maniera civile e non violenta, tutelando i cittadini che desiderano esercitare il loro diritto pacificamente. Meloni ha poi ribadito che queste misure mirano a rafforzare la sicurezza generale e a proteggere le espressioni pacifiche.
Per la prima volta è stata applicata a una manifestazione la misura del fermo preventivo introdotta recentemente dal governo. A finire sotto controllo sono stati 91 partecipanti al raduno organizzato per ricordare i due militanti anarchici scomparsi al Parco degli Acquedotti. Nonostante il divieto imposto dalla Questura, alcune decine di persone si sono ritrovate nella zona, presso un casolare e una chiesa adiacenti, per intonare cori e depositare mazzi di fiori con i colori rosso e nero, simbolici dell’ideologia anarchica.
Le forze dell’ordine, con uno schieramento imponente che includeva anche unità a cavallo, hanno presidiato l’area. I fermati, ritenuti pericolosi o sospetti, sono stati sottoposti alla nuova misura cautelare concordata con il pubblico ministero di turno. Gli agenti di polizia hanno trasportato i manifestanti trattenuti negli uffici della questura e nel reparto immigrazione per essere identificati. Secondo questa norma, le persone possono essere trattenute per un massimo di 12 ore.
Alcuni manifestanti e legali hanno denunciato un eccessivo dispiegamento di forze e tempi prolungati di trattenimento. L’avvocato Paola Bevere ha raccontato che una delle sue assistite, fermata casualmente mentre usciva da un bar, non aveva neppure intenzione di prendere parte alla commemorazione poiché attendeva un treno.
Nonostante i fermi, una parte della manifestazione è comunque proseguita e si è trasformata in un corteo verso il quartiere Centocelle. Intanto, tensioni sono sorte durante la cerimonia: una giornalista e una troupe del Tgr sono state aggredite verbalmente e fisicamente. La giornalista stava tentando di porre alcune domande ai partecipanti quando è stata minacciata e le è stato strappato via il microfono. Il quartiere nel frattempo era blindato dalle forze dell'ordine per garantire il controllo sulla situazione.

