Un brutto incidente ha impedito la prosecuzione del rally ad Aldo, che è stato "centrato" dal motociclista Invernò. Le prime parole di Winkler senior sono state di rammarico, ma comunque di gratificazione per quanto fin qui provato.
Gli effetti dello scontro si sono rivelati difficili da superare, un grande ematoma là dove non batte il sole e il disagio di nausea e vomito hanno convinto Aldo ad affidarsi alle cure dei medici della Dakar, ritirandosi dalla corsa e lasciando il testimone al figlio Andy.
Una caduta in solitario ha segnato anche la giornata di Danilo Petrucci, che in questa undicesima tappa si è ritrovato per le terre nelle fasi finali della stessa. Il centauro ha attribuito la caduta all’estrema morbidezza delle dune dove la sua moto sprofondava abbondantemente. A causare la caduta però non è stata la qualità delle sabbie sul percorso, ma l’impatto con un tronco, che poi nella carambola gli ha fatto cadere la moto sopra, con conseguenze si spera non gravi. Peccato anche per chi aveva puntato su questi piloti in uno dei tanti siti di casinò online a soldi veri che offrono anche scommesse sportive.
Le precedenti disavventure del pilota
Ritornando alla corsa di padre e figlio Winkler, si viene affascinati dal coraggio di Aldo di ritornare dopo 24 anni alla Dakar assieme ad Andy. Pilota di punta della Nikon, aveva affrontato la Dakar una volta in auto e sette in moto negli anni in cui era una delle corse più seguite, sempre ricca di colpi di scena.
Alla sua quarta partecipazione, nell’ormai lontano 1989, partito dalla cittadina algerina di Termit, con meta Agadez in Nigeria, ebbe diverse traversie con la moto che non voleva saperne di funzionare e che lo lasciò disperso per ben tre giorni e tre notti nel deserto, dove su di lui si accanirono anche i predoni, derubandolo della scarsa scorta d’acqua. Solo il provvidenziale aiuto di una famiglia Tuareg lo salvò, mentre, con passo non certo spedito e avendo lasciato qualche segnale a quanti stavano cercando di rintracciarlo nel deserto con le ricerche aeree, stava cercando di raggiungere qualche luogo abitato. Accompagnato dai Tuareg sul dorso di un cammello, venne poi avvistato dall’aereo di ricerca e successivamente recuperato dall’elicottero di soccorso, ponendo fine a cinque giorni di ansia per lui e la sua famiglia.
Col figlio alla nuova sfida.
La pandemia ha fornito ai Winkler l'occasione di rievocare le vecchie esperienze, riguardando e catalogando in digitale le foto delle varie esperienze motociclistiche maturate anche in cross e supercross tra USA e Italia, facendo emergere la volontà di affrontare insieme la Dakar. Grande impegno da parte del figlio Andy, prima per convincere la preoccupata madre, poi il sicuramente più propenso padre Aldo. Propedeutiche le partecipazioni al Rally d’Andalusia, al Silway, al Rally del Marocco prima di ritrovarsi ai nastri di partenza della Dakar, con Aldo secondo per età solo al 66enne Franco Picco tra i motociclisti. Per Winkler senior la corsa non ha perso la sua maggiore difficoltà, legata al correre nella scia di polvere di chi ti precede. Le certo non volute cadute nelle prime tappe hanno poi trovato la loro apoteosi alla nona tappa dove Tiziano Internò ha malauguratamente centrato Aldo scendendo da una duna. Internò ha scelto un percorso diverso da Winkler e la scarsa visibilità è stata fatale ai due. L'esperto pilota è stato colpito al fianco sinistro, riportando un largo ed evidente ematoma, mostrato ai sanitari all’arrivo a Bisha. Pur sostenuto dall’affetto e dall’incoraggiamento del figlio Andy, nel frattempo 72mo all’undicesima tappa, i dolori hanno impedito ad Aldo di proseguire la corsa.
Le precedenti disavventure del pilota
Ritornando alla corsa di padre e figlio Winkler, si viene affascinati dal coraggio di Aldo di ritornare dopo 24 anni alla Dakar assieme ad Andy. Pilota di punta della Nikon, aveva affrontato la Dakar una volta in auto e sette in moto negli anni in cui era una delle corse più seguite, sempre ricca di colpi di scena.
Alla sua quarta partecipazione, nell’ormai lontano 1989, partito dalla cittadina algerina di Termit, con meta Agadez in Nigeria, ebbe diverse traversie con la moto che non voleva saperne di funzionare e che lo lasciò disperso per ben tre giorni e tre notti nel deserto, dove su di lui si accanirono anche i predoni, derubandolo della scarsa scorta d’acqua. Solo il provvidenziale aiuto di una famiglia Tuareg lo salvò, mentre, con passo non certo spedito e avendo lasciato qualche segnale a quanti stavano cercando di rintracciarlo nel deserto con le ricerche aeree, stava cercando di raggiungere qualche luogo abitato. Accompagnato dai Tuareg sul dorso di un cammello, venne poi avvistato dall’aereo di ricerca e successivamente recuperato dall’elicottero di soccorso, ponendo fine a cinque giorni di ansia per lui e la sua famiglia.
Col figlio alla nuova sfida.
La pandemia ha fornito ai Winkler l'occasione di rievocare le vecchie esperienze, riguardando e catalogando in digitale le foto delle varie esperienze motociclistiche maturate anche in cross e supercross tra USA e Italia, facendo emergere la volontà di affrontare insieme la Dakar. Grande impegno da parte del figlio Andy, prima per convincere la preoccupata madre, poi il sicuramente più propenso padre Aldo. Propedeutiche le partecipazioni al Rally d’Andalusia, al Silway, al Rally del Marocco prima di ritrovarsi ai nastri di partenza della Dakar, con Aldo secondo per età solo al 66enne Franco Picco tra i motociclisti. Per Winkler senior la corsa non ha perso la sua maggiore difficoltà, legata al correre nella scia di polvere di chi ti precede. Le certo non volute cadute nelle prime tappe hanno poi trovato la loro apoteosi alla nona tappa dove Tiziano Internò ha malauguratamente centrato Aldo scendendo da una duna. Internò ha scelto un percorso diverso da Winkler e la scarsa visibilità è stata fatale ai due. L'esperto pilota è stato colpito al fianco sinistro, riportando un largo ed evidente ematoma, mostrato ai sanitari all’arrivo a Bisha. Pur sostenuto dall’affetto e dall’incoraggiamento del figlio Andy, nel frattempo 72mo all’undicesima tappa, i dolori hanno impedito ad Aldo di proseguire la corsa.

