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La percentuale dei tamponi positivi è superiore al 10% e questo non è un buon indicatore. Di fatto la percentuale è relativamente elevata, quindi questo è un indicatore del fatto che l'epidemia galoppa". Lo ha sottolineato
Gianni Rezza, direttore della
Prevenzione del
ministero della Salute, nel suo intervento oggi alla
conferenza stampa sull'analisi dell'evoluzione di
Covid-19 in
Italia.
Il Coronavirus galoppa in Italia: l'analisi di Gianni Rezza
L'esperto evidenzia come il
problema non è fare i tamponi, perché se ne fanno tanti, ma "
forse farli in tempo utile". L'epidemia di coronavirus Sars-CoV-2 galoppa nel Paese, "
nel senso che il virus circola e lo fa in maniera abbastanza veloce - fa notare
Rezza -
e tutti questi dati in qualche misura erano attesi. Il trend era in aumento e se l'ultimo Dpcm avrà effetti lo si vedrà nel giro di due-tre-quattro settimane. L'impatto va sempre visto a medio termine. Per ora vediamo ancora una tendenza all'aumento del numero dei positivi".
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Oggi non ci sono buone notizie. I tamponi positivi ieri erano 26.831, oggi abbiamo superato abbondantemente i 30mila: siamo a 31.084. Come sapete nelle ultime 2-3 settimane abbiamo raddoppiato il numero dei positivi ogni settimana e mi sembra - ha detto
Rezza -
che continui il trend in aumento. Resta stabile il numero dei decessi, e il numero dei tamponi è ancora aumentato. Stiamo aumentando la capacità di fare tamponi in maniera rilevante, ma questo non significa riuscire a fare sempre il tracciamento".
"I ricoveri in terapia intensiva - ha aggiunto -
hanno piccole oscillazioni quotidiane, e c'è un aumento dei ricoveri area medica". Il problema "
non mi sembra il numero dei tamponi", ha aggiunto. Il fatto è che "
la percentuale di positivi sui tamponi effettuati supera il 10% e questo non è un buon indicatore".
L'Rt nazionale in crescita
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Continua a crescere il numero di casi di Covid 19 nel nostro Paese. E, anzi, tende all'incirca a raddoppiare ogni settimana. Per quanto riguarda Rt è di 1,7 a livello nazionale, ma in alcune Regioni tende a superare 2". Queste Regioni "
possono anche valutare di prendere misure che siano più stringenti".
Rezza ha sottolineato che, al momento,
non possiamo osservare i
risultati delle
misure dell'ultimo
Dpcm, ma che è necessario continuare ad osservare le indicazioni delle autorità sanitarie "
anche in termini di isolamento e quarantena là dove sia necessario".
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