Il virus
SarsCoV2, responsabile della pandemia di
Covid-19 è ancora pieno di lati oscuri. Dalla sua
origine nei
pipistrelli al mistero dell'animale in cui ha operato il
salto di
specie, dalla
capacità di
diffondersi rapidamente e silenziosamente, al perché in alcuni casi non dà nemmeno
sintomi e in altri
uccide. Un virus "
capace di espandersi come un incendio in tutti i Paesi", come ha scritto sulla rivista
The Lancet l'infettivologo
Johan Giesecke, dell'Istituto Karolinska di Stoccolma e del gruppo di consulenza tecnica sulle malattie infettive dell'Oms.
Coronavirus: il lato oscuro del virus che tiene in pugno il Mondo intero
La
Covid-19, ha osservato ancora
Giesecke, "
è una malattia altamente infettiva e che si diffonde rapidamente. Spesso quasi non dà sintomi e potrebbe passare inosservata, ma può anche causare una malattia severa e perfino la morte".
Una malattia che al momento sembra piena di
contraddizioni, così come sono state "
troppe le affermazioni contraddittorie" che ne hanno dato in molti, "virologi e poco esperti di scienza", ha rilevato il virologo
Giorgio Palù, dell'Università di Padova. "
È troppo presto per trarre ogni conclusione su questo virus, ma bisogna affrontarlo con un approccio scientifico, considerando che la scienza ha i suoi tempi", ha aggiunto. "
Al meglio di quello che so e delle conoscenze scientifiche disponibili", ha proseguito il virologo, ecco i principali aspetti del comportamento del nuovo Coronavirus che andrebbero approfonditi.
L'origine del Covid-19
Mentre negli
Stati Uniti prosegue la polemica sulla presunta nascita del
virus in un
laboratorio cinese, la sequenza genetica del virus
SarsCoV2 indica una chiara parentela con il
pipistrello del genere
Rhinolophus, più noto come 'Ferro di cavallo'. L'
unica differenza, ha osservato Palù, è in
4-5 amminoacidi della proteina
Spike, la punta che il
virus utilizza per aggredire le
cellule umane attraverso il recettore
Ace2. Alla ricerca di affinità con questo recettore "
si era pensato a un animale come ospite intermedio, ma poi non si è trovato".
Non era una semplice influenza
All'inizio qualcuno lo aveva detto, ma molto presto è emerso che
si tratta di una
malattia molto più aggressiva perché il recettore
Ace2 si trova sulle cellule di molti
organi, come
cuore, intestino,
fegato. "
Forse fin da subito si poteva pensare che avrebbe potuto infettare altre parti dell'organismo, ma lo si è capito solo dopo", ha detto ancora Palù. Adesso è chiaro che la
Covid-19 non è una malattia respiratoria ma una
malattia sistemica.
Contagioso anche in assenza di sintomi
Anche a questo proposito si era detto il contrario, ma si è visto che "
la carica virale è molto alta prima che compaiano i sintomi".
Inizialmente si pensava che dal momento dell'infezione la
capacità di infettare durasse circa
7 giorni, ma anche in questo caso i fatti indicano qualcosa di diverso e al momento "
non sappiamo - ha detto Palù -
per quanto tempo effettivamente in un soggetto può albergare il virus". Sarebbe utile, ha aggiunto, "
conoscere di più la biologia del virus studiando gli asintomatici".
Gli anticorpi
"
Che l'immunità ci sia lo hanno dimostrato tante ricerche cinesi, dalle quali emerge che tutti i guariti hanno alta frequenza di anticorpi", ha rilevato Palù. "
Resta da capire quanto dura il loro effetto: dovremmo studiare gli individui con anticorpi neutralizzanti in tempi diversi fino a trovare - ha concluso
- la concentrazione di anticorpi capace di dare protezione".
Il sito del Ministero della Salute