A oltre un secolo dalla sua morte, la figura di Joe Petrosino continua a rappresentare un simbolo della lotta alla criminalità organizzata. Dall’11 al 13 marzo 2026, Palermo ospiterà una serie di iniziative per commemorare il 117° anniversario dell’uccisione dell’investigatore italoamericano, assassinato il 12 marzo 1909 dalla mafia. Gli eventi coinvolgeranno anche altri centri della provincia, con incontri culturali, momenti istituzionali e attività rivolte agli studenti. Le celebrazioni sono organizzate con il supporto dell’Associazione Internazionale Joe Petrosino ETS, realtà con sede a Padula, città natale dell’investigatore.
Il programma delle commemorazioni
Il calendario delle iniziative prenderà il via mercoledì 11 marzo a Bagheria, dove alle ore 10 è previsto un incontro con gli studenti del Liceo ginnasio statale Francesco Scaduto. Nel pomeriggio le celebrazioni si sposteranno a Palermo. Alle 17, nella Basilica della Santissima Trinità del Cancelliere, sarà celebrata una messa in suffragio dell’investigatore.
Il momento centrale delle commemorazioni sarà giovedì 12 marzo, giorno dell’anniversario dell’omicidio. Alle 10.30, in Piazza Marina, luogo in cui Petrosino venne ucciso, si terrà la cerimonia ufficiale con la partecipazione di autorità civili e militari. In serata, alle 18, in Via Fileti verrà inaugurata la sezione palermitana dell’Associazione Internazionale Joe Petrosino.
Le iniziative si concluderanno venerdì 13 marzo a Palazzo Adriano, con una giornata di studio dedicata alla figura dell’investigatore e al suo contributo nella storia delle indagini contro la criminalità organizzata.
Chi era Joe Petrosino
Nato nel 1860 a Padula con il nome di Giuseppe Petrosino, emigrò con la famiglia negli Stati Uniti nel 1873, stabilendosi a New York, nel quartiere di Little Italy. Dopo aver svolto diversi lavori, nel 1883 riuscì a entrare nel New York Police Department, diventando uno dei primi agenti di origine italiana nel corpo di polizia della città.
Grazie alla conoscenza della lingua e dei dialetti italiani, Petrosino riuscì a infiltrarsi nelle reti criminali che operavano tra gli immigrati italiani, in particolare contro la cosiddetta Mano Nera, organizzazione dedita a estorsioni e intimidazioni. Negli anni successivi divenne uno degli investigatori più importanti impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata, arrivando a guidare una squadra composta da agenti italoamericani.
L’assassinio a Palermo nel 1909
Nel 1909 Petrosino fu inviato in missione segreta in Sicilia per raccogliere informazioni sui precedenti penali di alcuni criminali emigrati negli Stati Uniti, con l’obiettivo di favorirne l’espulsione. La sera del 12 marzo 1909, mentre si trovava in Piazza Marina a Palermo, venne colpito da diversi colpi di pistola e ucciso.
La sua morte provocò grande commozione sia negli Stati Uniti sia in Italia, trasformandolo in uno dei primi simboli della lotta internazionale contro la mafia. Ancora oggi Joe Petrosino è ricordato come un investigatore coraggioso che dedicò la propria vita alla difesa della legalità e alla protezione delle comunità di emigrati italiani tra Europa e America.

