Nuovo filone d'inchiesta sul Click Day: l'avvocato Gerardo Cembalo e la moglie Maria Chirico si trovano agli arresti domiciliari insieme ad altre 18 persone. Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, il presunto sistema criminale chiedeva un acconto di mille euro per ogni passaporto, da versare prima ancora della presentazione della domanda. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
La nuova ordinanza ha ricondotto il penalista salernitano e la moglie agli arresti domiciliari, dopo essere stati condannati in precedenza rispettivamente a 5 anni e 8 mesi e a 5 anni e 4 mesi di carcere. La Procura li accusa di associazione per delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Le misure cautelari sono state eseguite dai carabinieri e dalla Guardia di Finanza nelle province di Salerno, Napoli, Avellino, Benevento, Campobasso, Roma, Ancona, Pisa, Savona e Brescia. Oltre a Cembalo e alla moglie, tra gli arrestati ci sono anche Salvatore Attanasio, Catello Fontanella, Adamo La Regina, Gaetano e Michele Pirozzi.
Questo filone rappresenta un'estensione dell'indagine "Click day", che nel luglio 2024 ha portato agli arresti di Cembalo e della moglie. L'indagine ha permesso di ricostruire un'organizzazione operante tra Italia e Marocco, con un giro d'affari di diversi milioni di euro. Il gruppo avrebbe trasformato i decreti flussi in un mercato, promettendo agli extracomunitari l'ingresso regolare in Italia per somme che potevano raggiungere i 7mila euro. Per rendere credibili le domande, venivano utilizzate aziende compiacenti o società create appositamente, corredate da bilanci falsificati.
La struttura si articolava su vari livelli: cittadini stranieri reclutavano connazionali nei paesi d'origine, raccogliendo denaro e documenti. A Casablanca operava la sede che acquisiva i passaporti. In Italia, professionisti e intermediari preparavano le pratiche, mentre imprenditori mettevano a disposizione aziende reali o fittizie come datori di lavoro. Durante i "click day", le domande venivano inviate telematicamente.
In un'intercettazione chiave, Cembalo verifica che per ogni passaporto fosse stato riscosso l'acconto di mille euro. Quando scopre che uno degli aspiranti immigrati è partito per gli USA senza pagare, annulla la pratica perché impossibilitato a corrispondere la quota al datore di lavoro compiacente.
Click day, nuovo filone d'inchiesta a Salerno: acconto di mille euro per ogni passaporto, l'avvocato Cembalo ai domiciliari
L'avvocato Gerardo Cembalo e la moglie Maria Chirico si trovano agli arresti domiciliari insieme ad altre 18 persone, per un totale di 22 coinvolti nell'indagine. Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, il presunto sistema criminale chiedeva un acconto di mille euro per ogni passaporto, da versare prima ancora della presentazione della domanda. Questo schema agevolava l'ingresso clandestino di persone extracomunitarie in Italia sfruttando i decreti flussi. Le conversazioni intercettate hanno contribuito a ricostruire il tariffario, incluso un dialogo in cui l'avvocato Cembalo fa pressioni su un referente marocchino per non aver riscosso l'acconto da un aspirante immigrato.La nuova ordinanza ha ricondotto il penalista salernitano e la moglie agli arresti domiciliari, dopo essere stati condannati in precedenza rispettivamente a 5 anni e 8 mesi e a 5 anni e 4 mesi di carcere. La Procura li accusa di associazione per delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Le misure cautelari sono state eseguite dai carabinieri e dalla Guardia di Finanza nelle province di Salerno, Napoli, Avellino, Benevento, Campobasso, Roma, Ancona, Pisa, Savona e Brescia. Oltre a Cembalo e alla moglie, tra gli arrestati ci sono anche Salvatore Attanasio, Catello Fontanella, Adamo La Regina, Gaetano e Michele Pirozzi.
Questo filone rappresenta un'estensione dell'indagine "Click day", che nel luglio 2024 ha portato agli arresti di Cembalo e della moglie. L'indagine ha permesso di ricostruire un'organizzazione operante tra Italia e Marocco, con un giro d'affari di diversi milioni di euro. Il gruppo avrebbe trasformato i decreti flussi in un mercato, promettendo agli extracomunitari l'ingresso regolare in Italia per somme che potevano raggiungere i 7mila euro. Per rendere credibili le domande, venivano utilizzate aziende compiacenti o società create appositamente, corredate da bilanci falsificati.
La struttura si articolava su vari livelli: cittadini stranieri reclutavano connazionali nei paesi d'origine, raccogliendo denaro e documenti. A Casablanca operava la sede che acquisiva i passaporti. In Italia, professionisti e intermediari preparavano le pratiche, mentre imprenditori mettevano a disposizione aziende reali o fittizie come datori di lavoro. Durante i "click day", le domande venivano inviate telematicamente.
In un'intercettazione chiave, Cembalo verifica che per ogni passaporto fosse stato riscosso l'acconto di mille euro. Quando scopre che uno degli aspiranti immigrati è partito per gli USA senza pagare, annulla la pratica perché impossibilitato a corrispondere la quota al datore di lavoro compiacente.

