Era andata al cimitero di Nocera Superiore per portare dei fiori al padre, ma avrebbe trovato la tomba vuota. Da quel momento è iniziata una vicenda che la famiglia di Pasquale Capaldo chiede ora di chiarire, dopo aver scoperto che i resti dell’uomo sarebbero stati collocati in un cassettino custodito in un ripostiglio vicino ai bagni della struttura.
Nocera Superiore, trova vuota la tomba del padre: i resti in un ripostiglio del cimitero
A raccontare quanto accaduto è Annalisa Capaldo, giornalista e figlia del defunto. Secondo la sua ricostruzione, nessun familiare sarebbe stato informato dell’avvenuta riesumazione. La famiglia riferisce di essere mancata dal cimitero per circa due settimane e di aver ricevuto in precedenza rassicurazioni sul fatto che non ci fosse urgenza di procedere con la riesumazione. Tornata sul posto, la donna avrebbe invece trovato la sepoltura già svuotata. A quel punto i familiari avrebbero chiesto dove fossero stati trasferiti i resti di Pasquale Capaldo.
Secondo quanto denunciato dalla famiglia e documentato anche attraverso fotografie, le ossa sarebbero state sistemate all’interno di un cassettino identificato con un foglio riportante il nome del defunto. Il contenitore sarebbe stato collocato in un ripostiglio situato nei pressi dei bagni del cimitero. Annalisa Capaldo riferisce inoltre che la famiglia aveva già versato, a febbraio, le rate previste per l’ossario comunale, che però non sarebbe ancora disponibile.
«Nessuno ci ha avvisati della riesumazione»
Nel lungo messaggio diffuso pubblicamente, la figlia del defunto concentra la propria protesta soprattutto sulla mancata comunicazione alla famiglia. «Nessuna email, nessuna lettera, nessuna telefonata. Nessuno di noi, nessun familiare, è stato avvisato che la riesumazione sarebbe avvenuta», scrive Capaldo, spiegando che la famiglia non conoscerebbe ancora nemmeno il giorno esatto in cui l’operazione sarebbe stata effettuata.
Particolarmente duro anche il passaggio dedicato alle condizioni in cui sarebbero stati trovati i resti: «Abbiamo dovuto chiedere noi dove fossero i resti di nostro padre, come se fosse un oggetto smarrito». La donna racconta inoltre che la madre si sarebbe sentita male dopo la scoperta e che lei e la sorella sarebbero rimaste profondamente scosse dall’accaduto.
Presentata denuncia a Polizia Municipale e Carabinieri
La famiglia ha deciso di rivolgersi alle autorità per ottenere chiarimenti sulle procedure seguite e sulle responsabilità eventualmente emerse. Secondo quanto riferito da Annalisa Capaldo, è stata presentata regolare denuncia sia al Comando della Polizia Municipale sia ai Carabinieri di Nocera Superiore.
«Non scrivo per accusare qualcuno in particolare, ma perché credo che ci sia un limite oltre il quale la burocrazia non può spingersi senza calpestare l’umanità delle persone», afferma la giornalista. La richiesta della famiglia è ora quella di ricostruire nel dettaglio quando sia avvenuta la riesumazione, perché i parenti non sarebbero stati avvisati e per quale motivo i resti siano stati sistemati in quel luogo. «Andrò avanti finché non avrò delle risposte, per rispetto della memoria di mio padre e di ogni altra famiglia che potrebbe trovarsi, domani, nella stessa situazione», conclude Capaldo.

