La rete dei Centri Antiviolenza deve parlare con una sola voce, soprattutto quando una donna trova la forza di chiedere aiuto. È il messaggio lanciato da Imma Zinnia, vicesegretaria provinciale di Azione Salerno, che richiama l’attenzione sulla necessità di rendere sempre aggiornati e coerenti sedi, recapiti e riferimenti dei servizi dedicati alla protezione delle donne.
L’intervento arriva dopo una verifica incrociata tra il Registro regionale dei Centri Antiviolenza, aggiornato al 10 agosto 2026, e la mappatura nazionale collegata al numero di pubblica utilità 1522, aggiornata al 20 agosto.
Il caso Nocera Inferiore
Secondo quanto rilevato da Zinnia, la situazione più evidente riguarda Nocera Inferiore. Nel Registro regionale risulta il Cav Artamisio, con sede in via Astuti, presso il Parco di Luggo, recapito 800 101290 e gestione affidata alla Cooperativa Sociale Il Quadrifoglio.
Nella mappatura nazionale del 1522, invece, Nocera Inferiore non risulterebbe attualmente tra i Comuni presenti. Un disallineamento che, secondo la rappresentante di Azione, merita una verifica, anche alla luce dei cambiamenti che negli anni hanno interessato denominazione, sede, numero telefonico e soggetto gestore del servizio.
“Non è in discussione l’esistenza del Centro”
Zinnia precisa di non voler sostenere che il Centro non esista o non sia operativo. Il punto, spiega, è un altro: capire perché una donna che cerca aiuto possa trovare informazioni diverse a seconda del canale istituzionale consultato.
“Quando parliamo di violenza, sapere subito chi chiamare e dove andare non è un dettaglio: è parte della protezione”, sottolinea la vicesegretaria provinciale di Azione Salerno.
Disallineamenti anche in altri Comuni
La verifica avrebbe evidenziato differenze anche in altri territori della provincia. A Bellizzi, il Registro regionale riporta il Centro “Donne Mai Sole”, mentre il Comune non comparirebbe nella mappatura nazionale del 1522.
Ad Angri, il Registro indica un Centro Antiviolenza di Ambito in via Leonardo da Vinci 18, mentre nel 1522 l’Ambito S01_2 Angri risulta collegato a una scheda riferita al Comune di Scafati e al Centro “La Casa di Marinella”.
Per il Centro “Donne al Centro” dell’Ambito S07, le due fonti riportano rispettivamente Trentinara e Roccadaspide. A Mercato San Severino, invece, la difformità riguarderebbe il numero civico della sede.
La richiesta: una verifica unica e costante
Per Zinnia non si tratta di attribuire responsabilità né di mettere in discussione il lavoro quotidiano delle operatrici dei Centri Antiviolenza. La richiesta è quella di procedere a una verifica puntuale e a un costante allineamento delle informazioni.
Secondo la rappresentante di Azione, una donna che decide di chiedere aiuto ha già compiuto un passo difficilissimo e non può essere costretta a orientarsi tra registri, piattaforme e aggiornamenti differenti.
La chiarezza dei dati, conclude Zinnia, non è un aspetto burocratico secondario, ma una parte essenziale della protezione: le istituzioni devono rendere immediatamente riconoscibile la strada da seguire.

