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ricordo del sommergibile Velella scomparso a Punta Licosa: domenica 6 settembre si è tenuta la cerimonia in memoria dei 52 morti. Il relitto è ancora presente sul fondo marino, precisamente nel luogo in cui è affondato, e si pensa che al suo interno possano trovarsi i resti di alcuni membri dell'equipaggio. Lo riporta SalernoToday.
Il ricordo del sommergibile Velella scomparso a Punta Licosa: il 6 settembre la cerimonia in memoria dei 52 morti
È una delle storie più tragiche e, al contempo, meno note della storia del Cilento. Il 7 settembre 1943, a pochi giorni dalla firma dell'armistizio, il sommergibile Velella svanì nelle acque vicino a Punta Licosa, portando con sé 52 uomini dell'equipaggio. Un evento che continua a collegare indissolubilmente la saga del sommergibile al mare di Castellabate. Il relitto giace tuttora sul fondo, nel punto in cui affondò, e si presume che al suo interno possano ancora trovarsi i resti di parte dell'equipaggio.
Cinquantadue uomini, cinquantadue storie
A quel numero corrispondono uomini, famiglie e vite che sono rimaste in sospeso all'improvviso. Il Velella non era soltanto un sommergibile militare: rappresentava la casa e il luogo di lavoro per 52 persone che, quel giorno, non fecero più ritorno. Nel corso degli anni ci sono state varie congetture riguardo alla possibilità di recuperare il relitto e dare una sepoltura a terra ai deceduti. Tuttavia, questa possibilità si scontra con le norme e le pratiche internazionali riguardanti il trattamento dei relitti navali. Infatti, secondo la tradizione marittima, il mare è considerato la dimora eterna di chi ha perso la vita nell'esercizio del servizio. Pertanto, i relitti di questo tipo vengono visti come cimiteri militari sott'acqua, che devono essere rispettati e preservati.
La richiesta: un Sacrario Militare Subacqueo
Il ricordo del Velella prosegue però anche sulla terra. Domenica 6 settembre, in occasione dell'anniversario dell'affondamento, l'Amministrazione Comunale di Castellabate ha partecipato a una cerimonia in onore delle vittime, onorando la memoria di quei 52 caduti. L'amministrazione ha anche ribadito il proprio sostegno alla petizione avviata dall'Associazione Salerno 1943, che mira a ottenere per il sommergibile Velella il riconoscimento come Sacrario Militare Subacqueo della Repubblica Italiana. A 83 anni da quella tragedia, il Velella continua dunque a riposare nel mare di Punta Licosa, fungendo da custode silenzioso di una storia di guerra, sacrificio e memoria.