Una
madre di
Salerno versa nella più totale
disperazione perchè
costretta a stare
lontano da sua
figlia a causa di un padre che tenta in tutti i modi di farle la guerra.
Mamma disperata costretta a stare lontana da sua figlia
Mimma è una giovane donna di
Cava de’ Tirreni che – 5 anni fa – ha scelto di separarsi dal marito, noto militare. Da allora è iniziato il suo
calvario, anche e soprattutto giudiziario: l’uomo userebbe la figlia per
“vendicarsi” della
moglie. Tutto nasce dunque da un’ordinanza separazione che si conclude con l
’affidamento condiviso della
figlia che doveva però vivere a casa della madre con il padre che aveva la possibilità di vederla quando e come voleva.
Durante una serata con il papà però la piccola non ha fatto ritorno a casa: secondo il padre, infatti, non voleva ritornare dalla madre, pare perchè fatica ad accettare il compagno della donna.
L'affidamento al padre
I giudici del tribunale di Nocera dispongono un Ctu e la
piccola viene
affidata al
padre in quanto, secondo il giudice, la piccola faticava ad accettare la nuova figura maschile. Una nuova sentenza conferma l’affido condiviso ma la bambina – che ora ha 8 anni – doveva vivere col padre, a casa dei nonni. Ed è proprio con la nuova sentenza che a Mimma viene
negata la
possibilità di
vedere la
figlia: sempre più spesso infatti il militare racconta che la bambina sta male e non può uscire e solo in rari casi presenta un
certificato medico.
Le missioni in Kosovo
L’uomo parte per una
missione in
Kosovo, della durata di 6 mesi, senza che nessuno sapesse nulla men che meno la sua ex moglie, nonostante un Ctu parla di un luogo – ovvero l’abitazione dei nonni – non idoneo alla piccola. Dinanzi al giudice del tribunale l’uomo si difende spiegando che aveva la possibilità di tornare a casa ogni 15 giorni, ragion per cui aveva la possibilità di passare del tempo con la figlia. A quel punto Mimma, attraverso il suo avvocato, avanza la richiesta di un
cambio di
collocazione ma il giudice, senza alcuna attività istruttoria, rigetta la richiesta ma ammonisce il militare – insofferente al rispetto delle “regole” imposte dal tribunale – con una
sanzione amministrativa di circa 400 euro. Ed è qui che si verifica infatti il paradosso giuridico: un soggetto ammonito che continua con azioni illecite diventa genitore collocatario
prevalente mentre la madre è costretta a vedere sua figlia solo in poche occasioni.