A Castellammare di Stabia è scoppiata una polemica sull'obbligo di pagamento per i bambini all'ingresso dello stabilimento balneare Stone Beach: scatta l'ispezione regionale.
Secondo Borrelli, questa pratica viola la normativa regionale campana sugli impianti balneari, che prescrive l'accesso gratuito per i bambini sotto i 12 anni se accompagnati da un adulto. Il deputato ha segnalato che la legge non può essere elusa introducendo costi aggiuntivi.
In risposta, Borrelli ha contattato l’assessore regionale Enzo Cuomo, responsabile del demanio marittimo e dell'uso degli arenili, il quale ha avviato verifiche sullo stabilimento. Borrelli ha ribadito la necessità di rispettare le norme da parte dei gestori delle concessioni demaniali e ha avvertito della possibile revoca della concessione se le pratiche scorrette dovessero persistere. Questo caso riporta l'attenzione sull'importanza di considerare il mare un bene pubblico e di proteggere le famiglie da oneri nascosti nei luoghi di balneazione.
Castellammare di Stabia, polemica sull'obbligo di pagamento per i bambini al lido Stone Beach: scatta l'ispezione regionale
A Castellammare di Stabia è scoppiata una polemica sull'obbligo di pagamento per i bambini all'ingresso dello stabilimento balneare Stone Beach. Durante un'ispezione condotta dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, e dall’attivista di Europa Verde, Rosario Lotito, è emerso che i minori devono pagare 5 euro per accedere, giustificato come tariffa per i "servizi" offerti.Secondo Borrelli, questa pratica viola la normativa regionale campana sugli impianti balneari, che prescrive l'accesso gratuito per i bambini sotto i 12 anni se accompagnati da un adulto. Il deputato ha segnalato che la legge non può essere elusa introducendo costi aggiuntivi.
In risposta, Borrelli ha contattato l’assessore regionale Enzo Cuomo, responsabile del demanio marittimo e dell'uso degli arenili, il quale ha avviato verifiche sullo stabilimento. Borrelli ha ribadito la necessità di rispettare le norme da parte dei gestori delle concessioni demaniali e ha avvertito della possibile revoca della concessione se le pratiche scorrette dovessero persistere. Questo caso riporta l'attenzione sull'importanza di considerare il mare un bene pubblico e di proteggere le famiglie da oneri nascosti nei luoghi di balneazione.

