Una scritta comparsa sul tronco di un albero nel centro urbano di Caselle in Pittari ha acceso un confronto pubblico tra amministrazione comunale e residenti. Quello che inizialmente era stato denunciato come un possibile atto vandalico si è trasformato, nel giro di poche ore, in un caso discusso sui social.
Al centro della vicenda c’è una scritta verde con le parole “ti amo”, fotografata e pubblicata dal sindaco Giampiero Nuzzo, che ha condannato duramente l’episodio annunciando verifiche attraverso le telecamere di videosorveglianza.
La denuncia del sindaco
Il primo cittadino ha interpretato il gesto come un atto di inciviltà ai danni del decoro urbano, parlando pubblicamente della possibilità di individuare e sanzionare il responsabile.
Nel suo intervento sui social, Nuzzo ha usato toni molto netti, definendo l’episodio un comportamento da stigmatizzare e arrivando a parlare ironicamente di un possibile premio “dell’imbecillità e dell’inciviltà”.
Una presa di posizione pensata per richiamare tutti al rispetto degli spazi pubblici, ma che ha subito provocato reazioni diverse tra i cittadini.
La versione dei residenti
Dopo la pubblicazione del post, diversi abitanti hanno fornito una ricostruzione differente dell’accaduto, sostenendo che non si tratterebbe di vandalismo vero e proprio.
Secondo le testimonianze raccolte, la scritta sarebbe stata realizzata da un bambino durante una manifestazione artistica locale e non con vernice indelebile, ma con una miscela lavabile composta da acqua e polvere di gesso.
Una cittadina ha spiegato che il segno potrebbe essere rimosso facilmente con dell’acqua, ridimensionando così la portata dell’episodio.
Il dibattito sulla reazione
La vicenda ha quindi aperto una discussione sulla proporzione tra il gesto e la risposta istituzionale. Da un lato resta il tema del rispetto degli spazi comuni; dall’altro, molti residenti ritengono eccessivo parlare di vandalismo se davvero si è trattato di un intervento temporaneo e lavabile realizzato da un bambino.
Il caso della scritta sull’albero diventa così un piccolo episodio di cronaca locale capace però di sollevare un tema più ampio: come distinguere tra degrado reale, gesto innocuo e gestione condivisa dello spazio pubblico.

