L'Autorità di Regolamentazione dei Trasporti (Art) ha comminato una sanzione di 1,75 milioni di euro a Rete Ferroviaria Italiana a conclusione del procedimento sanzionatorio avviato a seguito del blocco della circolazione ferroviaria avvenuto il 2 ottobre 2024.
Il disservizio, causato dal tranciamento di un cavo di alimentazione a seguito dell'inserimento di un chiodo durante i lavori notturni nel nodo della capitale, aveva paralizzato il traffico dei treni ad alta velocità e regionale su scala nazionale per l'intera giornata.
L'avaria, verificatasi all'1:30 della notte, è stata rilevata dalle sale di controllo soltanto alle 6:20 del mattino, determinando ritardi complessivi per decine di migliaia di minuti e centinaia di soppressioni di corse.
Dal canto suo, la società del gruppo Fs ha dichiarato di prendere atto del provvedimento, riservandosi la possibilità di adire le vie legali con ricorso al Tar del Piemonte, e ha ribadito come l'evento fosse imputabile all'errore materiale di una ditta appaltatrice esterna, rivendicando la prontezza degli interventi tecnici messi in atto dal proprio personale per il ripristino della linea.
Il disservizio, causato dal tranciamento di un cavo di alimentazione a seguito dell'inserimento di un chiodo durante i lavori notturni nel nodo della capitale, aveva paralizzato il traffico dei treni ad alta velocità e regionale su scala nazionale per l'intera giornata.
Caos trasporti, sanzione milionaria a Rfi per il blocco di Roma Termini
Nella delibera pubblicata dall'Authority guidata da Niccolò Zaccheo, l'episodio viene contestato a Rfi a titolo di "negligenza grave", evidenziando la mancata adozione di misure idonee a garantire la continuità d'esercizio e il corretto funzionamento dell'infrastruttura. Nello specifico, i rilievi tecnici hanno evidenziato l'assenza di un sistema di allarme sulla centralina di alimentazione di bassa tensione della stazione di Roma Termini.L'avaria, verificatasi all'1:30 della notte, è stata rilevata dalle sale di controllo soltanto alle 6:20 del mattino, determinando ritardi complessivi per decine di migliaia di minuti e centinaia di soppressioni di corse.
Dal canto suo, la società del gruppo Fs ha dichiarato di prendere atto del provvedimento, riservandosi la possibilità di adire le vie legali con ricorso al Tar del Piemonte, e ha ribadito come l'evento fosse imputabile all'errore materiale di una ditta appaltatrice esterna, rivendicando la prontezza degli interventi tecnici messi in atto dal proprio personale per il ripristino della linea.

