In Campania è stato registrato il primo caso di infezione da virus West Nile del 2026. Il contagiato è un uomo di 70 anni residente a Grazzanise, nella provincia di Caserta.
Secondo Giuseppe Iovane, direttore generale dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, sono state prontamente avviate le misure di emergenza sanitaria integrate stabilite dai protocolli nazionali e regionali. Queste includono la cooperazione tra sanità pubblica, servizi veterinari, enti locali competenti, ospedali e laboratori di riferimento. L'approccio condiviso tra medicina umana e veterinaria garantisce un intervento rapido con misure epidemiologiche, entomologiche e veterinarie volte a ridurre i rischi.
L'Istituto Zooprofilattico continua a supportare la Regione Campania, le Aziende Sanitarie Locali, la rete ospedaliera e il Ministero della Salute attraverso il monitoraggio delle arbovirosi e altre malattie emergenti. Queste attività si basano sul modello One Health, che integra salute umana e animale per una protezione globale della salute pubblica.
In parallelo, studi internazionali hanno evidenziato come fattori ambientali, come temperatura e precipitazioni, influenzino il comportamento delle zanzare e il rischio associato alla trasmissione delle arbovirosi. Con l'aumento delle temperature, la diffusione geografica delle zanzare potrebbe essere accentuata, così come il prolungamento delle loro attività stagionali. Questo sottolinea l'importanza crescente dell'adozione di strumenti di sorveglianza basati su un'attenta analisi del rischio.
Il primo caso di West Nile del 2026 in Campania: è un 70enne di Grazzanese
In Campania è stato registrato il primo caso di infezione da virus West Nile del 2026. Il contagiato è un uomo di 70 anni residente a Grazzanise, nella provincia di Caserta. Il virus, noto anche come Febbre del Nilo, si trasmette attraverso la puntura delle zanzare e può causare gravi complicazioni, tra cui meningite ed encefalite. L'anno precedente, in Campania, si erano già registrati oltre 80 casi. Fonti qualificate hanno confermato la notifica di questo primo contagio per il 2026 nelle ultime ore. L'evento ha innescato le procedure previste dal Piano Nazionale Arbovirosi.Secondo Giuseppe Iovane, direttore generale dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, sono state prontamente avviate le misure di emergenza sanitaria integrate stabilite dai protocolli nazionali e regionali. Queste includono la cooperazione tra sanità pubblica, servizi veterinari, enti locali competenti, ospedali e laboratori di riferimento. L'approccio condiviso tra medicina umana e veterinaria garantisce un intervento rapido con misure epidemiologiche, entomologiche e veterinarie volte a ridurre i rischi.
L'Istituto Zooprofilattico continua a supportare la Regione Campania, le Aziende Sanitarie Locali, la rete ospedaliera e il Ministero della Salute attraverso il monitoraggio delle arbovirosi e altre malattie emergenti. Queste attività si basano sul modello One Health, che integra salute umana e animale per una protezione globale della salute pubblica.
In parallelo, studi internazionali hanno evidenziato come fattori ambientali, come temperatura e precipitazioni, influenzino il comportamento delle zanzare e il rischio associato alla trasmissione delle arbovirosi. Con l'aumento delle temperature, la diffusione geografica delle zanzare potrebbe essere accentuata, così come il prolungamento delle loro attività stagionali. Questo sottolinea l'importanza crescente dell'adozione di strumenti di sorveglianza basati su un'attenta analisi del rischio.

