La nuova stagione amministrativa a Campagna si apre all'insegna di una profonda frattura istituzionale. La seduta di insediamento dell'assise cittadina ha registrato un immediato e durissimo scontro politico in occasione della nomina del Presidente del Consiglio comunale come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
La poltrona più alta dell'aula è andata a Pierfrancesco D'Ambrosio, figura di spicco e già leader di uno schieramento escluso dal precedente turno di ballottaggio. La sua designazione ha incassato il voto compatto del gruppo di governo, che ha difeso la scelta descrivendo l'eletto come un profilo di assoluta garanzia e competenza burocratica per il ruolo di arbitro super partes.
La nomina del neopresidente è stata fortemente caldeggiata e rivendicata in prima persona dalla sindaca Adele Amoruso, la quale ha evidenziato come la coalizione di maggioranza avrebbe potuto tranquillamente imporre un proprio esponente fidato grazie al peso dei seggi conquistati, optando invece per una figura teoricamente terza.
Di tutt'altro avviso i banchi della minoranza, dove il malumore era già palpabile da giorni. In particolare, gli esponenti Remo Cubicciotti e Anna Rita Leonardi – eletti proprio nella coalizione che faceva capo a D'Ambrosio – hanno diffuso un documento congiunto per motivare l'uscita dall'aula. I due consiglieri hanno definito il gesto come un atto di dissenso necessario per condannare i metodi della maggioranza, accusata di aver blindato la decisione nelle stanze secondarie senza alcun reale confronto, riducendo l'interlocuzione con le minoranze a una mera comunicazione a giochi fatti.
La spaccatura ha assunto contorni ancora più complessi sul piano delle alleanze interne: la scelta del neopresidente di accettare l'incarico sembra aver sancito la rottura definitiva con i suoi ex compagni di viaggio elettorale. Nel frattempo, anche l'altro esponente dell'opposizione, Livio Moscato, ha confermato di aver rispedito al mittente i tentativi di mediazione tentati nei giorni scorsi sullo stesso nominativo.
Dietro i veleni di questa prima seduta a Campagna, stando alle indiscrezioni che filtrano dagli ambienti politici locali, si profilerebbe lo scontro su una candidatura alternativa per la presidenza che l'amministrazione avrebbe bocciato sul nascere, innescando la dura rappresaglia dell'ala minoritaria.
La poltrona più alta dell'aula è andata a Pierfrancesco D'Ambrosio, figura di spicco e già leader di uno schieramento escluso dal precedente turno di ballottaggio. La sua designazione ha incassato il voto compatto del gruppo di governo, che ha difeso la scelta descrivendo l'eletto come un profilo di assoluta garanzia e competenza burocratica per il ruolo di arbitro super partes.
Campagna, scintille al debutto del consiglio comunale
Una linea che però ha spaccato il fronte della minoranza: i consiglieri di opposizione, dopo aver espresso duramente la propria contrarietà, hanno scelto di abbandonare l'aula in segno di aperta protesta al momento del voto.La nomina del neopresidente è stata fortemente caldeggiata e rivendicata in prima persona dalla sindaca Adele Amoruso, la quale ha evidenziato come la coalizione di maggioranza avrebbe potuto tranquillamente imporre un proprio esponente fidato grazie al peso dei seggi conquistati, optando invece per una figura teoricamente terza.
Di tutt'altro avviso i banchi della minoranza, dove il malumore era già palpabile da giorni. In particolare, gli esponenti Remo Cubicciotti e Anna Rita Leonardi – eletti proprio nella coalizione che faceva capo a D'Ambrosio – hanno diffuso un documento congiunto per motivare l'uscita dall'aula. I due consiglieri hanno definito il gesto come un atto di dissenso necessario per condannare i metodi della maggioranza, accusata di aver blindato la decisione nelle stanze secondarie senza alcun reale confronto, riducendo l'interlocuzione con le minoranze a una mera comunicazione a giochi fatti.
La spaccatura ha assunto contorni ancora più complessi sul piano delle alleanze interne: la scelta del neopresidente di accettare l'incarico sembra aver sancito la rottura definitiva con i suoi ex compagni di viaggio elettorale. Nel frattempo, anche l'altro esponente dell'opposizione, Livio Moscato, ha confermato di aver rispedito al mittente i tentativi di mediazione tentati nei giorni scorsi sullo stesso nominativo.
Dietro i veleni di questa prima seduta a Campagna, stando alle indiscrezioni che filtrano dagli ambienti politici locali, si profilerebbe lo scontro su una candidatura alternativa per la presidenza che l'amministrazione avrebbe bocciato sul nascere, innescando la dura rappresaglia dell'ala minoritaria.

