Si intensificano le indagini sul duplice attentato che all’alba di giovedì ha colpito due attività della movida nei pressi dell’area archeologica di Paestum, nel territorio di Capaccio. Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione su soggetti già noti alle forze dell’ordine, ritenuti potenzialmente legati ad ambienti della criminalità locale attivi tra Agropoli e Capaccio Paestum come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Capaccio Scalo sotto il coordinamento della compagnia di Agropoli, si stanno sviluppando attraverso l’analisi di diversi sistemi di videosorveglianza presenti nell’area. Fondamentale si sta rivelando anche il contributo della polizia municipale, che ha fornito ulteriori elementi utili alla ricostruzione dei movimenti dei responsabili.
Dalle immagini emerge una dinamica precisa: gli autori degli attentati si sarebbero mossi a bordo di un’utilitaria bianca, utilizzata per raggiungere i due obiettivi in sequenza. Il primo ordigno, di tipo rudimentale, è stato collocato all’interno dello spazio esterno di un ristorante, provocando ingenti danni alla struttura. Successivamente, un secondo dispositivo è stato fatto esplodere davanti a una vineria poco distante, compromettendo l’ingresso e parte degli arredi.
Un elemento investigativo rilevante riguarda proprio il veicolo impiegato per l’azione. Attraverso il sistema elettronico di lettura targhe in dotazione al Comune, è stato possibile accertare che l’auto risultava irregolare, priva sia di copertura assicurativa sia di revisione. Inoltre, la targa era associata a un intestatario deceduto da tempo e già cancellata dagli archivi della Motorizzazione, circostanza che rafforza l’ipotesi di un’azione pianificata con modalità volte a ostacolare l’identificazione.
Non viene esclusa alcuna pista, ma tra le principali direttrici investigative resta quella della ritorsione nei confronti dei titolari delle attività colpite. Nonostante l’accaduto, gli imprenditori hanno riaperto i locali nel giro di poche ore, segnale di una volontà di proseguire senza cedere a pressioni o intimidazioni.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Capaccio Paestum, che ha condannato con fermezza gli episodi, definendoli un attacco all’intera comunità oltre che agli operatori economici coinvolti. L’amministrazione ha ribadito l’impegno nel rafforzare i controlli sul territorio e nel sostenere le attività imprenditoriali sane.
Le indagini proseguono sotto il coordinamento della Procura di Salerno, con l’obiettivo di individuare in tempi rapidi i responsabili e chiarire il contesto in cui si inserisce l’episodio, che riporta l’attenzione sul tema della sicurezza nelle aree a forte vocazione turistica.
Bombe nella notte a Paestum: pista criminale sulla movida
L’ipotesi al vaglio è quella di un’azione a chiaro contenuto intimidatorio, maturata in un contesto legato alla gestione di interessi illeciti nel settore dell’intrattenimento notturno. Si tratta di un comparto particolarmente frequentato, soprattutto durante la stagione turistica, da giovani provenienti da tutta la provincia e da numerosi visitatori.Le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Capaccio Scalo sotto il coordinamento della compagnia di Agropoli, si stanno sviluppando attraverso l’analisi di diversi sistemi di videosorveglianza presenti nell’area. Fondamentale si sta rivelando anche il contributo della polizia municipale, che ha fornito ulteriori elementi utili alla ricostruzione dei movimenti dei responsabili.
Dalle immagini emerge una dinamica precisa: gli autori degli attentati si sarebbero mossi a bordo di un’utilitaria bianca, utilizzata per raggiungere i due obiettivi in sequenza. Il primo ordigno, di tipo rudimentale, è stato collocato all’interno dello spazio esterno di un ristorante, provocando ingenti danni alla struttura. Successivamente, un secondo dispositivo è stato fatto esplodere davanti a una vineria poco distante, compromettendo l’ingresso e parte degli arredi.
Un elemento investigativo rilevante riguarda proprio il veicolo impiegato per l’azione. Attraverso il sistema elettronico di lettura targhe in dotazione al Comune, è stato possibile accertare che l’auto risultava irregolare, priva sia di copertura assicurativa sia di revisione. Inoltre, la targa era associata a un intestatario deceduto da tempo e già cancellata dagli archivi della Motorizzazione, circostanza che rafforza l’ipotesi di un’azione pianificata con modalità volte a ostacolare l’identificazione.
Non viene esclusa alcuna pista, ma tra le principali direttrici investigative resta quella della ritorsione nei confronti dei titolari delle attività colpite. Nonostante l’accaduto, gli imprenditori hanno riaperto i locali nel giro di poche ore, segnale di una volontà di proseguire senza cedere a pressioni o intimidazioni.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Capaccio Paestum, che ha condannato con fermezza gli episodi, definendoli un attacco all’intera comunità oltre che agli operatori economici coinvolti. L’amministrazione ha ribadito l’impegno nel rafforzare i controlli sul territorio e nel sostenere le attività imprenditoriali sane.
Le indagini proseguono sotto il coordinamento della Procura di Salerno, con l’obiettivo di individuare in tempi rapidi i responsabili e chiarire il contesto in cui si inserisce l’episodio, che riporta l’attenzione sul tema della sicurezza nelle aree a forte vocazione turistica.

