Il
bimbo di soli due anni e mezzo, trovato
morto su una spiaggia a T
orre del Greco la sera dello scorso 2 gennaio, non è morto per
annegamento. Lo rileva l'autopsia effettuata sul corpo del bambino. Stando a quanto ricostruito dal consulente della Procura, delegato all'esame autoptico, il
bambino sarebbe morto per
"soffocamento attraverso l'occlusione di naso e bocca". Lo riporta anche
Il Mattino. Bimbo morto a Torre del Greco, è stato soffocato: l'esito dell'autopsia
Il perito degli inquirenti ha anche rilevato la presenza di filamenti di
cellulosa vegetale (forse riconducibili a un fazzolettino di carta) nei polmoni e nei bronchi del piccolo e nessun segno di violenza esterna sul naso e sulla bocca, sempre riscontrati quando si tappa il naso e la bocca di una
vittima per soffocarla.
Sua madre,
Adalgisa Gamba, è detenuta da oltre sei mesi nel carcere femminile di Pozzuoli con l'accusa di aver ucciso suo figlio. Il suo avvocato difensore ha già chiesto ma non ha ottenuto la scarcerazione. Il marito, fin dal primo momento, ha accusato la sua consorte di aver progettato l
'omicidio di suo figlio, e che avrebbe approfittato della sua assenza in casa per allontanarsi con il figlio con l'obiettivo di ucciderlo.
Bimbo morto a Torre del Greco: che cos'è successo
I fatti sono accaduti intorno alle 22 del 2 gennaio scorso; la donna era in riva al mare con il
bambino tra le
braccia quando il marito segnalava alle f
orze dell'ordine il suo allontanamento da
casa con il
figlio. Nonostante i tentativi di rianimarlo da parte di sanitari del 118, per il bimbo non c'è stato nulla da fare
.
Stando a poi quanto ricostruito dalle indagini, il gesto della donna sarebbe riconducibile al fatto che ella credeva che il piccolo fosse affetto da
problemi di
ritardo mentale, anche se dal punto di vista
sanitario non c'era nessuna
conferma.