La biblioteca Sanguineti donata alla Provincia di Salerno. Si tratta di un d'amore della famiglia dell'intellettuale torinese scomparso un anno fa: "Un dono alla città che ha tanto amato". Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Per quanto riguarda la biblioteca provinciale, si prevede un importante intervento strutturale per adeguarla alle normative di sicurezza antincendio e antisismiche. Il piano esecutivo è già pronto e il progetto beneficerà di 4 milioni di euro stanziati dall’ex presidente De Luca. La riapertura della biblioteca, chiusa dal novembre 2024 a causa di carenze strutturali segnalate dall’Asl e dai vigili del fuoco, sarà un traguardo fondamentale per la cultura salernitana. Nel frattempo, i preziosi volumi antichi della biblioteca sono stati trasferiti a Palazzo D’Avossa per consentirne la digitalizzazione nell’ambito di un progetto finanziato dal PNRR.
In parallelo, sono previsti lavori di valorizzazione dell’area archeologica di Fratte, con interventi sul verde, l’illuminazione e alcune nuove operazioni archeologiche grazie alla collaborazione con l’Università. Un progetto integrato che unisce memoria, ricerca e futuro, rafforzando l’identità culturale della città di Salerno e celebrando il grande lascito intellettuale di Federico Sanguineti.
La biblioteca Sanguineti donata alla Provincia di Salerno
Federico Sanguineti, filologo, italianista e poeta di fama internazionale, ha lasciato un'eredità unica alla città di Salerno. Originario di Torino, dove è scomparso un anno fa dopo essere tornato negli ultimi tempi, Sanguineti svolse la sua carriera accademica soprattutto presso l'Università di Salerno. Qui ricoprì, fino al 2023, la cattedra di Filologia italiana e Filologia dantesca, proseguendo idealmente il lavoro del padre Edoardo Sanguineti, poeta e membro fondatore del Gruppo 63, che insegnò Letteratura italiana negli anni Settanta nello stesso ateneo. Con questo legame profondo con la città campana, non sorprende che la sua straordinaria biblioteca personale diventi ora patrimonio culturale della comunità locale. La figlia Francesca Sanguineti ha scelto di donare alla Provincia circa settemila volumi che venivano custoditi nella residenza paterna a Mercato San Severino.Un’eredità ricca e variegata
La collezione abbraccia un ampio ventaglio di tematiche, con un focus sulle discipline care allo studioso. Durante la sua carriera, Federico Sanguineti si distinse per i suoi studi sulla Divina Commedia, oltre a offrire contributi significativi sull'opera di Manzoni, sul Rinascimento e sul ruolo delle scrittrici tra il Trecento e il Novecento. Il suo lavoro più recente, La storia letteraria del futuro. Canone di scrittrici e di scrittori (Edizioni dell'Orso), rappresenta un’aperta riflessione su come molti capolavori scritti da donne siano stati esclusi dalla storiografia ufficiale nel corso dei secoli.Un desiderio che diventa realtà
Francesca Sanguineti ha dichiarato: "Donare questi libri era una volontà precisa di mio padre, che già in vita aveva iniziato a lavorare affinché il progetto prendesse forma. Voleva lasciare un segno tangibile a Salerno. Dopo la sua scomparsa, ho ritenuto importante portare avanti il suo desiderio. Quei libri dovevano essere alla portata di tutti, non solo di studiosi". L'intera collezione è stata trasferita dall'abitazione del professor Sanguineti ed è ora in fase di catalogazione presso la biblioteca provinciale.Progetti futuri
"È un onore ricevere questa donazione", ha affermato Francesco Morra, consigliere provinciale delegato alla cultura e alla valorizzazione dei beni culturali. Il progetto è quello di istituire un centro di lettura nei locali della Scabec a Palazzo D'Avossa, nel cuore della città, in attesa della riapertura della biblioteca provinciale. Il nucleo principale del nuovo centro sarà costituito proprio dal fondo Sanguineti.Per quanto riguarda la biblioteca provinciale, si prevede un importante intervento strutturale per adeguarla alle normative di sicurezza antincendio e antisismiche. Il piano esecutivo è già pronto e il progetto beneficerà di 4 milioni di euro stanziati dall’ex presidente De Luca. La riapertura della biblioteca, chiusa dal novembre 2024 a causa di carenze strutturali segnalate dall’Asl e dai vigili del fuoco, sarà un traguardo fondamentale per la cultura salernitana. Nel frattempo, i preziosi volumi antichi della biblioteca sono stati trasferiti a Palazzo D’Avossa per consentirne la digitalizzazione nell’ambito di un progetto finanziato dal PNRR.
In parallelo, sono previsti lavori di valorizzazione dell’area archeologica di Fratte, con interventi sul verde, l’illuminazione e alcune nuove operazioni archeologiche grazie alla collaborazione con l’Università. Un progetto integrato che unisce memoria, ricerca e futuro, rafforzando l’identità culturale della città di Salerno e celebrando il grande lascito intellettuale di Federico Sanguineti.

